Si allarga il fronte comune con cui, in ambito sanitario, si cerca di arginare la seconda ondata di Covid-19. Alla richiesta d’aiuto lanciata, nei giorni scorsi, dalla Protezione Civile campana hanno risposto centocinquantasette medici già specializzati, di cui 27 in anestesia, 35 in pneumologia, 19 in infettivologia e 76 in medicina d’urgenza. Valutati titoli ed esperienza, andranno a rafforzare il personale sanitario già impegnato in reparti, talvolta nuovi.

Di alcuni di questi, si sono aperte le porte nella giornata di oggi, così da diminuire la pressione sugli ospedali che sono in prima linea sin dall’inizio dell’emergenza. Il Policlinico Vanvitelli ha riorganizzato le proprie attività, per rendersi pronto all’accoglienza e alla cura dei pazienti affetti dal nuovo Coronavirus. A fare il punto della situazione è Antonio Giordano, direttore generale dell’Azienda Universitaria Ospedaliera. Sono interessati dalla riorganizzazione i padiglioni numero 3 e 17, che in tempi normali sono destinati rispettivamente alla cura delle malattie infettive e alle operazioni di chirurgia, oltre che alla didattica e alla ricerca. Nel primo padiglione è già tutto pronto ad accogliere fino a cinquanta malati risultati positivi al nuovo Coronavirus. Qui, sono già disponibili otto posti letto in terapia sub-intensiva. Nel secondo, continuano i lavori di adeguamento, finalizzati a dotare il reparto di ossigeno ad alti flussi e di un impianto elettrico capace di reggere il monitoraggio permanente dei pazienti, così da avere un’osservazione diretta e continuativa. Quindi, a breve dovrebbero essere pronti altri cinquanta posti letto. Così, a una settimana dall’invio degli ispettori ministeriali negli ospedali campani, i numeri sembrano farsi più reali. I posti letto Covid stanno aumentando, nella realtà, grazie alle riconversioni dei reparti di medicina ordinaria, come sta accadendo per alcune corsie del Policlinico Vanvitelli. Stando ai dati riportati sul sito della Regione, a oggi sono “disponibili” in tutto 656 posti letto di terapia intensiva, di cui ne risultano occupati 201. Mentre, tra offerta pubblica e privata, il totale dei posti letto per la degenza sarebbe pari a 3160, di cui ne sarebbero stati già occupati 2244. Il rapporto tra i posti letto in terapia intensiva e quello tra i posti letto in degenza ordinaria sul rispettivo totale disponibile sancisce in quale zona si trova una regione. La soglia critica, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, è raggiunta quando il primo rapporto supera il 30% e il secondo va oltre il 40%. Come accade in questi giorni. In attesa di registrare un vero calo della curva epidemica, su cui gli esperti dell’Unità di Crisi notano finora solo un rallentamento con qualche segno di miglioramento, continuano le azioni di monitoraggio e di prevenzione. Nel pomeriggio di oggi, in Prefettura si è tenuto un incontro chiarificatore sui ritardi con cui il 118 sta rispondendo alle chiamate dei cittadini. Al prefetto, Marco Valentini, il direttore della Centrale Operativa Territoriale del 118 di Napoli, Giuseppe Galano, ha presentato una situazione complessa per le procedure di vestizione dei soccorritori e per la necessità di sanificare le ambulanze dopo ogni intervento. Una situazione, questa, resa ancora più difficile dai contagi che hanno colpito il personale impegnato nelle operazioni di pronto soccorso.

Secondo la nota diffusa alla fine dell’incontro, il dialogo tra i due resterà costante. Come lo è la curva dei contagi che, secondo l’Unità di Crisi regionale potrebbe rallentare la sua crescita a partire dalla prossima settimana. Si segnala un nuovo importante balzo nel casertano, dove è risultato positivo il 25% dei tamponi lavorati in giornata.