Imparare a scrivere in napoletano – Lezione 4

Un signore mi ha scritto: “L’ortografia del napoletano è già di per sé difficile! Mi spiega perché c’è chi lo scrive in un modo e chi in un altro?”

Ottima domanda! Gli rispondo qui, pubblicamente, descrivendo una brevissima storia della nostra scrittura.

Gentile sig. (…) si scrive in napoletano con una certa frequenza sin dal XIII-XIV secolo, ma poiché a quei tempi non c’era ancora nessuna grammatica a disposizione… giustamente ogni autore lo faceva a modo proprio.

Nel corso del tempo si è cercato di capire come fare a trascrivere correttamente i tanti suoni e le tante contrazioni della nostra lingua ma nonostante i vari tentativi… non c’è mai stata una codifica (non si sono mai messi d’accordo). Potremmo dire che un 80% era uguale, l’altro 20% era “individuale”.

Dopo qualche secolo i letterati toscani si riunirono in Accademia Linguistica (quella della Crusca) e stabilirono le regole della futura lingua italiana. I nostri autori accolsero quelle regole, le seguirono e risolsero alcuni dei nostri problemi ortografici ma ne restavano ancora altri che non potevano essere risolti perché – non essendo presenti nel toscano – non erano stati esaminati. Forse saremo saliti a un 85% contro un restante 15% “personale”.

Passò qualche altro secolo e nacque la canzone classica napoletana. Il nostro idioma divenne famoso nel mondo ma nemmeno stavolta i nostri autori riuscirono a trovare un completo accordo. Si fece qualche altro passo in avanti ma c’era ancora un 10% di “anarchia”.

Più o meno dagli anni ’80 del secolo scorso in poi, diversi nuovi linguisti si sono cimentati in questa dura battaglia e il frutto dei loro studi e delle loro soluzioni è contemplato nelle diverse pubblicazioni presenti nelle librerie (o nei loro blog online).

Ma, poiché ognuno ha proposto soluzioni differenti… ognuna di queste grammatiche è diversa dalle altre (e spesso non di poco)! Non solo! Qualcuno addirittura sta proponendo di cambiare anche la grafia “storica” con cui sono state scritte le canzoni di Bovio o il teatro di De Filippo.

Ecco il perché della babele ortografica del nostro melodioso idioma. Ed ecco il perché di queste mie video lezioni!

Quindi, in attesa che i nostri linguisti si riuniscano in accademia e rendano univoca l’ortografia del napoletano… nel mio piccolo cercherò di insegnarvi almeno quel 90% “storico”.

Ai posteri l’ardua sentenza!

Enzo Carro

www.enzocarro.it

cantante, autore, saggista

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video IV lezione – raddoppiamento fonosintattico