Arrivata a Napoli, all’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”, la mostra sull’immunoterapia oncologica che nei prossimi mesi attraverserà l’Italia.

Immunoterapia oncologica: tra visione, realtà e prospettive future” è il nome della mostra promossa da Roche e realizzata in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design (Ied), Walce Onlus e con la consulenza scientifica di alcuni dei massimi esperti in materia. Ha fatto tappa a Napoli, presso l’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” dove rimarrà allestita fino al 24 novembre.

L’iniziativa rientra in tutte quelle attività che hanno come scopo la sensibilizzazione mondiale del tumore al polmone, una patologia che rappresenta ancora oggi la principale causa di morte per tumori e che solo in Campania fa registrare 112 casi ogni 100mila abitanti. Secondo dati recenti dell’ultimo censimento ufficiale, sono 371mila i nuovi casi di tumore maligno stimati nel 2019 e quasi 3,5 milioni di italiani vivono dopo la diagnosi di cancro, cifra in costante crescita grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di screening. Il tumore alla mammella resta la neoplasia più frequente.

Cos’è l’immunoterapia oncologica

L’immunoterapia si è dimostrata particolarmente efficace nel trattare il carcinoma polmonare. A questo proposito il Direttore Struttura Complessa Clinica Sperimentale Toraco-Polmonare, dell’Istituto Pascale di Napoli, ha affermato: “L’immunoterapia ha rivoluzionato la terapia del tumore del polmone, dimostrando la sua efficacia prima nei pazienti con malattia avanzata già trattati con chemioterapia, poi in prima linea da sola o in combinazione con la chemioterapia ed, infine, nei pazienti con malattia cosiddetta localmente avanzata, dopo un trattamento chemio-radioterapico. In tutti questi casi, infatti, l’immunoterapia ha migliorato significativamente la sopravvivenza dei pazienti trattati. – ha continuato a spiegare Alessandro Morabito – Fra i vari immunoterapici attualmente disponibili, atezolizumab è stato approvato in seconda linea e, più recentemente, in prima linea in combinazione con chemioterapia e bevacizumab e nella terapia dei pazienti affetti da microcitoma polmonare. L’Oncologia Toraco-Polmonare dell’Istituto Pascale ha attivamente partecipato in questi anni a numerosi studi con atezolizumab, risultando il primo Centro in Europa nello studio IMpower130, nei pazienti con neoplasia polmonare ad istologia non squamosa. La nuova sfida è però identificare quei pazienti che possano trarre il maggior beneficio dall’immunoterapia: a questa domanda potrebbe rispondere un altro studio clinico altamente innovativo appena concluso ed al quale il Pascale ha dato un contributo significativo (B-Fast), nel quale si valuterà se un paziente può essere trattato con atezolizumab sulla base del risultato di un semplice prelievo di sangue (biopsia liquida) in grado di misurare la quantità di mutazioni di un tumore polmonare. La crescente complessità dei trattamenti ha indotto l’Istituto Pascale ad istituire nel 2019 un Molecular Tumor Board (Mtb) per i tumori polmonari, con l’obiettivo di proporre le opzioni terapeutiche più mirate ed efficaci per il singolo paziente, nell’ottica di una vera medicina di precisione”.

Con questa iniziativa, l’immunoterapia è stata raccontata attraverso l’arte della fotografia e delle illustrazioni. “La bellezza salverà il mondo, scrive Dostoevskij nel suo Idiota. L’arte in un luogo di sofferenza aiuta ad alzare lo sguardo verso il cielo e alimenta la speranza. – afferma Attilio Bianchi, direttore generale IRCSS Fondazione Pascale – Mettere sempre il paziente al centro di ogni nostra azione vuol dire anche questo”.