È il cinquanta per cento degli incassi degli ultimi undici anni, che il Vaticano si aspetta dai giovani lavoratori delle Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, fautori dello spirito d’innovazione sociale e culturale di questi ultimi dieci anni.

Il Cardinale Ravasi, presidente della pontificia Commissione per l’archeologia sacra e il pontificio Consiglio per la cultura ha, a questo proposito, incontrato il Cardinale Sepe in questi giorni nelle stanze della curia napoletana. La cifra in questione ammonta a circa 700mila euro cioè la metà degli incassi della biglietteria elettronica, dall’estate del 2006 al 31 dicembre 2016 – ovvero, un milione e 492mila e 571 euro registrati al millesimo dalla cooperativa La paranza, per la “nuova vita” delle Catacombe.

Le tensioni durano da qualche anno, ma il Cardinale Sepe ha sempre risposto con serena fermezza. “Rinegoziare la percentuale” è quello che si sta cercando di fare. Le obiezioni sollevate sono state quelle che il progetto ha costituito un percorso di formazione sociale e culturale ed ha contribuito a sviluppare il senso di responsabilità pubblica. Questo è quello che la riapertura delle Catacombe ha significato per la vita degli oltre 50 ragazzi che lavorano all’iniziativa.

È un rinnovato senso di solidarietà e cooperazione che, si è sviluppato in questi anni nel rione Sanità, grazie al progetto che ha offerto la speranza e la possibilità di costruzione di percorsi di vita diversi da quelli già sperimentati nel quartiere. Ciò che i ragazzi della dalla cooperativa La paranza, chiedono è di «aggiornare, evidentemente, quella percentuale». Dallo stesso profilo di Fb delle Catacombe, che conta centinaia di like si può leggere: «Noi pronti a tutto, vi aggiorneremo».

I ragazzi della cooperativa, sembra che abbiano già mostrato la documentazione dei bilanci, ai segretari inviati dal Vaticano a riscuotere quei soldi ma sempre tornati a mani vuote.  «La spesa totale sostenuta delle Catacombe, finora, è arrivata a 2 milioni e 309mila euro», spiegano i ragazzi: quindi, molto superiore all’intero incasso dei biglietti. I Soldi sono integrati dal sostegno ricevuto sia dal manager Ernesto Albanese con la onlus Altra Napoli, sia dalla Fondazione Con il Sud.

La spesa più grande e naturalmente quella del personale, che  prende il 90 per cento dei ricavi, poiché i ragazzi che lavorano nelle catacombe ricevono delle paghe regolari, cosa che ha permesso a questi giovani di costruire le loro vite rimanendo nel loro quartiere.  Tutto ciò non piace a Roma : «Altrove non si fa così». Dicono. Infatti in altri posti il personale riceve un contributo da volontario.

L’incontro, molto privato, è avvenuto a Largo Donnaregina. Sepe e  l’arcivescovo Ravasi hanno discusso davanti ad un caffè per due ore e mezza. Sepe ha fatto dire che su, in Curia, non c’era nessuno. Poco dopo Ravasi esce discretamente da un ingresso laterale, diretto in Stazione, poi Vaticano.

«La determinazione di rinnovare il rapporto di collaborazione attraverso una nuova Convenzione, che tenga conto delle attuali esigenze e consenta una migliore gestione e fruizione delle Catacombe». Annuncia il comunicato emesso dalla curia. «Seguendo gli orientamenti dettati da Papa Francesco». Conclude sibillinamente lo stesso. 

Questa è la petizione per chiedere a “Papa Francesco Bergoglio di recedere dall’intento: Catacombe di Napoli – lettera aperta a Papa Francesco” e vorrei chiederti di aiutarci aggiungendo il tuo nome.

 Puoi saperne di più e leggere la petizione qui: https://chn.ge/2RHxMJG