Il film Titanic, come tutti sanno,  è basato su una storia vera. Ma la storia del Titanic sembra essere basata su un libro. Per uno strano scherzo del destino o per una strana coincidenza, cento anni prima della pubblicazione del film di James Cameron “Titanic” (1997), lo scrittore americano Morgan Robertson scrisse un libro intitolato “Futility, or the Wreck of the Titan”che  parlava dell’affondamento di un transatlantico “inaffondabile”. Fino a qui tutto normale. Sono stati scritti molti libri sui naufragi è una storia che è stata raccontata più volte (c’erano 13 film del Titanic prima di Cameron, incluso uno dei nazisti) ma il libro di Robertson è venuto prima…prima di tutti, anche prima della tragedia in cui 2500 persero la vita nella primavera del 1912.

Futility, o The Wreck of the Titan (Futilità o il naufragio del Titan)

“Futility, o The Wreck of the Titan” è un  romanzo sull’inaffondabile transatlantico Titan, che va a fondo dopo aver colpito un iceberg nel Nord Atlantico. La cosa strana è che Morgan Robertson ha scritto  questo libro 14 anni prima del viaggio inaugurale del “Titanic”; “Futility, or the Wreck of the Titan” è stato pubblicato infatti nel 1898.

Il Titan  nel libro è stato descritto come “il più grande transatlantico e la più grande delle opere degli uomini”, “come un hotel galleggiante di prima classe” e, ovviamente, “inaffondabile”. Entrambe le navi erano d’acciaio e di proprietà britannica, entrambe lunghe circa 800 piedi ed entrambe sono affondate ad aprile  “intorno a mezzanotte”, dopo aver colpito un iceberg nel Nord Atlantico.

Mentre il romanzo porta alcune curiose coincidenze con il disastro del Titanic, ci sono anche alcune piccole differenze. Per esempio, il Titan si schiantò contro un iceberg a “400 miglia da Terranova” a 25 nodi, anche il Titanic si schiantò contro un iceberg a 400 miglia da Terranova però a 22,5 nodi.

Le somiglianze tra il libro di Robertson e il disastro del Titanic sono così incredibili che sembra che White Star Line abbia costruito  il Titanic sulle specifiche di Robertson.

In primo luogo, sia il “Titan” che il “Titanic” avevano poche scialuppe di salvataggio per ospitare ogni passeggero a bordo;  il fatto è che le scialuppe di salvataggio non avevano nulla a che fare con quanto avvenne a bordo del Titan. Quando Titan colpì l’iceberg (arco di tribordo, naturalmente), la nave affondò immediatamente, rendendo irrilevante il dettaglio sulle scialuppe di salvataggio, allora perché  menzionarlo? … il Titanic trasportava solo 16 scialuppe di salvataggio, più 4 scialuppe di salvataggio pieghevoli Engelhardt, meno della metà del numero richiesto per la sua capacità di passeggeri e personale di 3000. Il Titan trasportava  il minimo consentito dalla legge, 24 scialuppe di salvataggio, anche lei meno della metà per la sua capacità di 3000 persone. Entrambi le navi non avevano abbastanza scialuppe perché ritenute inaffondabili.

Ci sono anche somiglianze tra le dimensioni (800 ft del Titan contro 882 ft di lunghezza per il Titanic), la velocità al momento dell’incidente (25 nodi per il Titan, 22,5 nodi per il Titanic). Entrambi furono descritte  “inaffondabili”. L’inaffondabile Titanic affondò e più della metà dei suoi 2200 passeggeri e membri dell’equipaggio morirono. Anche l’indistruttibile Titan affondò, più della metà dei suoi 2500 passeggeri affogarono.

E’ un’inverosimile coincidenza, che come tutte le coincidenze non troverà mai una spiegazione, ma sembra che per una volta la realtà abbia attinto dalla finzione.