Nel giro di una settimana, il sindaco Luigi De Magistris si vede sospendere il secondo provvedimento consecutivo ad opera del Tar della Campania: la quinta sezione del tribunale amministrativo infatti, ha pronunciato ieri un decreto di sospensione della Ordinanza Sindacale del Comune di Napoli n. 249 del 4 giugno 2020, accogliendo la richiesta del comitato “Chiaia viva e vibile“. “No” all’aumento di tavolini sul suolo pubblico per locali, bar e ristoranti. La liceità del provvedimento, che nelle intenzioni del primo cittadino voleva essere un presunto stimolo alla ripresa economica, non si giustificherebbe, secondo il Tar, “in ragione del persistente stato di emergenza“. Il sindaco, però, non ci sta e si difende: “Siamo esterrefatti da una serie di ordinanze e decreti che in questo momento non presentano alcun profilo di tutela alla salute, ma rappresentano solo dei freni alle attività economiche e sociali ed anzi favoriscono paradossalmente l’eventuale diffusione del contagio“.

Tuttavia, rispetto all’Ordinanza n. 249, va ricordato che sono emerse criticità di carattere formale e politico già durante l’ultimo Consiglio Comunale, svoltosi al Maschio Angioino lo scorso 3 giugno. Inizialmente infatti, il suddetto atto giuridico avrebbe dovuto assumere i caratteri di una delibera, la numero 168, da approvare proprio in seduta consiliare. Appuntamento che però, è fallito: i consiglieri della maggioranza non si sono presentati in aula, facendo saltare l’approvazione di questa, e un’altra delibera voluta da De Magistris. A quel punto, il sindaco ha trasformato la delibera 168 nell’Ordinanza numero 249. Fatto, che ha provocato le reazioni di parte dell’opposizione. “A quanto ci risulta – affermano in un comunicato congiunto i consiglieri comunali del M5S Matteo Brambilla e Marta Matano – dopo aver riletto il D.Lgs 267/2000 che regolamenta gli enti locali ed i provvedimenti emessi dai loro organismi, l’ordinanza è un provvedimento che serve per fronteggiare situazioni di emergenza in materia di igiene, sanità e incolumità dei cittadini. Ebbene, l’ordinanza n. 249 non sembra rispecchiare nessuno di questi requisiti quindi non si può utilizzare per il contenuto materiale“. Disamina, questa, confermata evidentemente dalla motivazione del Tar in merito alla sospensione del provvedimento.

Molti dubbi, da parte dei pentastellati, anche sul contenuto dell’Ordinanza – “a nostro avviso trasformava la Città, e i suoi luoghi più prestigiosi per bellezza e valore, in un’unica ed interminabile distesa di tavolini, stamani (6 giugno ndr) abbiamo appreso dai giornali la costernazione dei frati di Santa Chiara che si sono ritrovati i tavolini fuori la Basilica” ancora Brambilla e Matano.