Per i giudici è stato violato l’anonimato così, con una sentenza, è stata sospesa la procedura per l’assunzione di 950 unità a tempo indeterminato per la categoria D. Diversi candidati esclusi, assistiti dallo Studio legale Leone Fell & C., avevano fatto ricorso per contestare le modalità operative con cui Formez e Commissione Ripam hanno gestito la selezione. I ricorrenti, difesi da Francesco Leone, Simona Fell e Ciro Catalano, hanno contestato il mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove.

Nello specifico, i candidati, in conformità alle indicazioni contenute nelle istruzioni per lo svolgimento della prova preselettiva, hanno apposto sul foglio a risposte a lettura ottica e sul cartoncino anagrafico due talloncini identici, contenenti lo stesso codice a barre e, immediatamente al di sotto, identico il codice numero di sei cifre. I fogli relativi alle risposte e i cartoncini contenenti i dati anagrafici, però, rilevano dallo Studio legale, non sono stati chiusi in busta sigillata e priva di generalità all’ esterno dai candidati. Di conseguenza, il codice numerico, facilmente memorizzabile e identificabile, ha finito per svolgere – evidenziano gli avvocati – almeno potenzialmente, funzione di segno di riconoscimento, essendo riconducibile immediatamente all’identità dell’autore dell’elaborato, ed essendo possibili alterazioni o manipolazioni della prova.

Il Tar ha rilevato inoltre che nonostante l’utilizzazione di sistemi ottici di correzione, idonei ad assicurare massima rapidità delle operazioni di valutazione, la fase di correzione delle prove preselettive si è immotivatamente protratta per tre mesi. Lo stesso studio legale ha proposto ricorso anche per la selezione parallela, per l’assunzione di 1.225 unità di personale a tempo indeterminato presso diversi enti della Regione Campania.  Il concorso è sospeso fino al 6 ottobre quando ci sarà l’udienza pubblica.