Arrivate nella serata di ieri, 31 Marzo, le dimissioni del sindaco d’Ischia Giuseppe Ferrandino, in seguito alla vicenda che lo vede coinvolto nell’inchiesta legata alle presunte tangenti per la metanizzazione dell’isola.

Il sindaco, arrestato nella mattinata di lunedì e detenuto presso il carcere di Poggioreale, ha scritto di proprio pugno una lettera in cui spiega i motivi delle sue dimissioni, consegnandola nelle mani del suo avvocato difensore Genny Tortora.

Ferrandino ha spiegato di essere “straconvinto della sua innocenza” e di aver scelto di dimettersi dal suo incarico soltanto per avere maggior libertà di difendersi, svincolandosi dai doveri di sindaco.

La polizia ha già arrestato nove uomini tra cui, insieme al sindaco, il fratello Massimo, assunto come consulente e l’ex presidente della CPL Concordia Roberto Casari, in pensione da gennaio.

L’inchiesta ha portato alla luce 330 mila euro di mazzette per il sindaco da parte della CPL Concordia e vede coinvolto anche l’ex Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che verrà ascoltato dai giudici in quanto persona informata sui fatti.

Questa la risposta di D’Alema a “La Repubblica”: “Una vicenda scandalosa. È incredibile diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l’indagine della Procura di Napoli. Lancio un allarme. Chi non ha ruoli istituzionali e non è indiziato di reato non può essere perseguitato in questo modo al solo scopo di ferirne l’onorabilità. Difenderò la mia reputazione in ogni sede. Ho già dato mandato agli avvocati”.

 

Davide A. Cutolo