Dopo il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, che circa un mese fa aveva vietato il permesso per uno spettacolo circense con gli animali, il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione ha rifiutato la richiesta di un  circo per uno spettacolo dello stesso tipo.

Il neosindaco di Bacoli, in carica dallo scorso giugno, ha così preso la strada condotta dagli animalisti, giudicando il circo con gli animali un’attività non ricreativa, e tanto meno divertente, ma che rappresenta invece la prigionia e la sofferenza. Già a San Giorgio a Cremano infatti, i sostenitori degli animali avevano protestato contro questo tipo di spettacoli circensi, indirizzando di fatto il Sindaco a prendere provvedimenti.

La decisione dei due sindaci è comunque parte di una sempre più profonda presa di coscienza sui diritti degli animali, sollecitata da organizzazioni come “Essere Animali”, una delle più importanti associazioni animaliste no-profit, che sta portando avanti la battaglia: Il “circo non è divertente per gli animali  per sollecitare il governo ad emanare il decreto previsto dalla Legge n.175 del 2017.

Nel novembre del 2017 la Camera ha approvato, infatti con schiacciante maggioranza, la legge di riordino nel settore degli spettacoli. La legge del Codice dello Spettacolo n. 4652, prevede il graduale superamento dell’uso degli animali nei circhi, stabilendo le modalità di dismissione degli animali.

La norma è stata appresa però con soddisfazione solo parziale dalle associazioni animaliste. Questo perché la legge prevede un graduale abbandono dell’attività con gli animali, mentre i sostenitori degli animali avrebbero voluto effetti più immediati.

Il momento, comunque, è quello giusto infatti: secondo il Rapporto Eurispes oltre il 70% degli italiani è contrario ai circhi che utilizzano gli animali, preferendo esibizioni con acrobati, trapezisti, giocolieri come il cirque du soleil e il Circuba, circo nazionale cubano, e non spettacoli con gabbie, animali ridicolizzati e snaturati. Il settore dei circhi, in realtà,  è in crisi già da tempo: in un censimento che risale circa al 2000 esistevano allora un centinaio di circhi con animali, che già all’epoca stavano registrando un calo del numero di spettatori. In Italia, purtroppo, non esiste un vero e proprio registro nazionale con il numero dei circhi e degli animali detenuti.

Oltre 50 paesi nel mondo hanno  vietato l’utilizzo di animali nei circhi, la risposta dell’Italia con la legge 4652 appare così ancora troppo lenta a rimpiazzare la legislazione del 1968.  Con due terzi dei paesi dell’Unione Europea che hanno già vietato l’impiego di animali negli spettacoli circensi, in Italia invece vengono usati ancora elefanti, tigri e altri animali come oggetti di divertimento per il pubblico.

La procedura sta prendendo la giusta piega anche se lentamente, c’è ancora tanto da lottare per ottenere il risultato desiderato.