Ho letto il film: Il sarto di Panama (The Taylor Of Panama) tratto dal libro omonimo di John Le Carré.

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Harry Pendel, (Geoffrey Rush) un Cockney ex detenuto che si è reinventato come un sarto per i ricchi ei potenti di Panama, è famoso per le sue abilità narrative,  così come i suoi abiti – ma questa volta, i suoi racconti portano conseguenze letali. Diventato oggetto dell’attenzione della spietata e seducente spia britannica Osnard, (Pierce Brosnan) Harry rimane ingarbugliato in una serie di bugie e storie da lui inventate che danno il via ad una catena di eventi che rischiano di distruggere tutto quello che ama di più nella vita.

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Accompagnati da una brillante e frizzante Jamie Lee Curtis, nella parte di Louisa la moglie di Harry, ed un giovanissimo Daniel Radcliffe, il loro bambino, Geoffrey Rush fa un’interpretazione magistrale del bugiardo compulsivo, dal cuore d’oro, che per nascondere il suo passato e per essere all’altezza della moglie, che lui adora, si inventa le storie più fantastiche, e Pierce Brosnan, come 007 corrotto e pericoloso, non ha prezzo. Tratto dal libro omonimo di John Le Carre’, il film è, insolitamente per l’autore, una tragi-comica commedia degli errori a lieto fine. Sotto l’esperta regia di John Boorman, l’ironia ed il sottile humour del libro sono pienamente catturati. Il che ci lascia con il sospetto, che come tutti i libri di Le Carre’, ex dipendente di sua Maestà, nei servizi segreti britannici, le storie ed i personaggi potranno essere inventate, ma le trame ed i meccanismi di sottofondo, sembrano purtroppo tristemente probabili.

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Simona Caruso