Nel 1848, mentre era ospite nel Regno delle Due Sicilie a causa della rivoluzione repubblicana nello Stato pontificio, Pio IX conobbe l’invenzione ottocentesca che stava rivoluzionando il trasporto in Europa, la ferrovia. A Napoli come tutti sanno, fu realizzata già nel 1839 la prima ferrovia italiana, la Napoli Portici, e il Papa non era nei panni quando si creò l’occasione per poter sperimentare di persona la nuova, portentosa invenzione di cui fino ad allora aveva soltanto sentito parlare e della quale voleva dotare il proprio Stato: l’8 settembre 1849, su invito dello stesso Ferdinando II e in sua compagnia, salì i gradini di una carrozza ferroviaria per effettuare il suo primo viaggio in treno lungo lo spettacolare e panoramicissimo tracciato della linea da Portici a Pagani.

piazza plebiscito

(il popolo napoletano ossequia il pontefice)

Il convoglio reale venne condotto personalmente dal progettista della linea, l’ingegner Bayard e le cronache narrano che Pio IX scese entusiasta dalla vettura, accrescendo dentro di sé ancor più fortemente la volontà di realizzarne di simili anche nel proprio Stato. Pochi giorni dopo, il 23 settembre, Pio IX, su nuovo invito del Re Ferdinando II, si recò in visita al Reale Opificio di Pietrarsa, presso Napoli, fiore all’occhiello dell’industria metalmeccanica napoletana e vanto dei Borbone, dove si costruiva il materiale ferroviario per le linee napoletane e, nonostante gli ordini impartiti in precedenza agli operai, affinché restassero ai propri posti di lavoro, l’entusiasmo e l’eccitazione furono tali che Pio IX ne venne quasi travolto.

Papa Pio IX benedice l’esercito delle Due Sicilie

(il Papa Pio IX benedice l’esercito delle Due Sicilie)

Il Papa visitò anche con estremo interesse la grande sala dove si stava montando la nuova locomotiva da 300 CV. e, successivamente, entrò nel reparto fonderia dove vide la lastra di bronzo recante la sua effigie che avrebbe da allora ricordato la visita. Al termine del suo soggiorno napoletano, nel 1850, il pontefice per il viaggio di ritorno volle godersi il più possibile il treno arrivando fino a Caserta, al tempo il punto più settentrionale di arrivo della strada ferrata, per poi proseguire in carrozza per Roma.

Gerry Sarnelli