” Beh.. nessuno è perfetto!”Osgood lo esclama a Daphne dopo che quest’ultima gli confessa di essere un uomo! Eh si! A qualcuno piace caldo.

E’ difficile resistere al profumo di un formaggio caldo, bello filante? Non fa venire l’acquolina in bocca? In fonduta oppure resi morbidi e filanti al calore del forno e della piastra.

Non tutti i formaggi si prestano ad essere scaldati, perché devono fondere ad una temperatura bassa e nella loro pasta non devono formarsi grumi. L’abitudine di consumare formaggio caldo è diffusa nella tradizione di molte regioni europee. Sono preparazioni che oggi entrano in menù raffinati, ma che un tempo erano un modo gustoso per sfruttare gli avanzi. Le fondute, infatti, erano spesso preparate con le rimanenze miscelando varietà di formaggi. Segnalo due varietà italiane perfette da servire calde.

Il Montasio DOP

La sua zona di origine è il Friuli Venezia Giulia e province di Treviso, Belluno e parte di quelle di Venezia. Ha una forma cilindrica regolare con facce piane e scalzo dritto, prodotto con latte vaccino crudo, parzialmente scremato. La pasta è semicotta di colore dal bianco panna al paglierino. L’occhiatura è uniformemente distribuita, tondeggiante e di dimensione ridotta, in particolare nel tipo “Vecchio” (stagionatura oltre 10 mesi).

Caratterizzato da una buona intensità olfattiva e sapore deciso con tendenza al dolce, un pò di grassezza e una gradevole e lunga persistenza gusto olfattiva, si offre come esempio di una gustosa preparazione che ha origini povere: il “frico”. Si prepara con formaggio molto invecchiato che , finemente grattugiato, è fatto rapprendere e dorare sui due lati in una padella unta d’olio evo. Oggi, in Friuli, oltre al “frico croccante”, si gusta anche il “frico tenero”, preparato con cubetti di Montasio posti in padella sopra a patate grattugiate e cipolle soffritte.

Fontina Della Valle d’Aosta Dop

A latte crudo intero, di una sola mungitura di bovine di razze autoctone. Pasta semicotta, forma cilindrica con scalzo leggermente concavo e facce piane, crosta sottile. Pasta elastica piuttosto molle, con scarsa occhiatura e di colore paglierino scarico.

Una fonduta straordinaria è quella valdostana, realizzata con la Fontina della Valle d’Aosta Dop, uno dei simboli della cultura e della tradizione casearia italiana.

Nella preparazione a bagno maria, il formaggio è arricchito con latte e tuorli d’uovo. La fusione del formaggio è effettuata a temperatura modesta per non provocare la filatura o la formazione dei grumi e per mantenere quasi intatte tutte le caratteristiche peculiari della Fontina valdostana.

Romina Sodano

A proposito dell'autore

Romina Sodano

Esperta enogastronomica, docente, pubblicista, conduttrice, video reporter, sommelier e assaggiatrice ONAF. Titoli professionali conseguiti a Roma, Verona e Milano, in pasticceria, panificazione, lievitazione e cioccolateria . Laurea in Economia Aziendale e gestione delle imprese, innamorata del Marketing. Project Manager Napoliprogress adv. PR Discepoli di Auguste Escoffier. CEO di Le stanze della cultura S.a.s di Romina Sodano & Co. "Sono una ribellione alla statistica, i numeri non possono definirmi e la letteratura non osa raccontarmi." La mia passione? La natura che fa il suo corso. Il territorio ci identifica in ciò che siamo!

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