La Campania è una regione ideale per la produzione di vini grazie al suo terreno ricco di minerali vulcanici e al sole caldo che la illumina. Tra le sperimentazioni enologiche che si possono gustare in questa terra spiccano i vini dolci, perfetti per accompagnare le specialità regionali di pasticceria come il babà o la delizia al limone. La Campania può annoverare nella sua produzione un’ampia varietà di vini passiti dolci, resi particolarmente ricchi dal punto di vista olfattivo e della struttura grazie a un processo secondo cui si lasciano appassire le uve sulle piante: l’esposizione prolungata al sole e i lunghi tempi di appassimento favoriscono l’aumento della concentrazione di zuccheri presenti, l’innalzamento del grado alcolico e l’intensificazione del profumo del vino.

Le caratteristiche dei diversi tipi di passito

In generale, i vini passiti sono tutti ottenuti mediante vinificazione ordinaria di uve sottoposte ad un processo di concentrazione delle sostanze contenute nella polpa dell’acino, dopo aver separato il grappolo dalla pianta. A questo punto il grappolo può essere lasciato appassire sulla pianta, posto su ripiani o graticci, appeso a corde o su cassette impilate in ambienti idonei, che possono essere forniti di sistemi di ventilazione forzata. Alcuni vini, in particolare, sono detti botitrizzati o muffati, in quanto ottenuti tramite spremitura di uve attaccate da una “muffa nobile” in grado di produrre glicerina e sostanze aromatiche che donano al vino passito intensità, dolcezza ed eleganza. Tutti i vini passiti sono soggetti, prima della messa in commercio, a periodi di affinamento molto lunghi in botti di piccole dimensioni, dette barriques o caratelli. La grande quantità di zuccheri e acidi contenuti in questi vini gli permette di resistere anche per periodi di tempo molto lunghi. Per orientarsi al meglio nella scelta di un vino dolce di questo tipo, si può dare uno sguardo alle numerose bottiglie di vino Passito su Tannico, un’enoteca online con oltre 16.000 prodotti in vendita. Per apprezzare ancora di più le caratteristiche uniche di questi vini dolci, è interessante conoscere la varietà di produzioni tipica di un territorio fertile come quello campano.

Le zone di produzione e le cantine campane del passito

I vini dolci campani sono numerosi e provengono da zone con peculiarità singolari. Il territorio da cui proviene la maggiore produzione di vini passiti è la provincia di Benevento, ricca di uve principalmente a base di falanghina, particolarmente adatte a questo tipo di vinificazione. Tra i più conosciuti c’è il passito Laureto, vinificato ed affinato in legno, caratterizzato da un bouquet composto da miele di acacia e mandorla tostata. Restando sul bianco, la provincia beneventana offre anche il passito Zingarella, prodotto con uve moscato giallo e dotato di un corredo aromatico che spazia dall’albicocca secca alla frutta candita, accompagnato da sfumature di zafferano. Interessante poi il passito Colle Paladino di Castelvetere, un rosso prodotto con uve barbera del Sannio che porta in dote i tipici profumi di amarena sotto spirito e un sentore di petali di rosa appassita, che più che con i dolci si sposa bene con i formaggi stagionati. Nel casertano viene poi prodotto il Meteora, passito realizzato a partire da uve pallagrello bianco che presenta un bouquet composto di frutta esotica, miele e nocciole, mentre spostandosi nell’Alta Irpinia si trovano vini passiti più strutturati come il Melizie o il Mel, entrambi fermentati e affinati in barrique. Il territorio del Ager Falernum offre poi un interessante Fastignano proveniente da uve primitive introdotte a fine ‘800 dalla Puglia e caratterizzato da sentori di visciole e menta secca. Sempre qui, infine, viene prodotto anche il passito Eleusi di Villa Matilde a base di falanghina con note di frutta esotica e un retrogusto cremoso.

La Campania è quindi una regione vocata alla produzione di vini dolci passiti con caratteristiche uniche a seconda del territorio in cui vengono prodotti e delle tecniche di vinificazione utilizzate.