Un altro angolo della periferia di Napoli si colora con un’opera di di Agoch Jorit. Uscendo dalla stazione della metro di Piscinola, domina l’immagine di Pier Paolo Pasolini, uno dei più emblematici intellettuali e scrittori del XX secolo.

Riccetto, protagonista del noto romanzo pasoliniano, nato nella proletaria borgata romana, da adulto si affranca dalla precaria realtà in cui è cresciuto; stesso auspicio è quello di Jorit per i tanti scugnizzi napoletani. Egli esprime il suo messaggio ottimista nella scelta di noti personaggi , di “eroi“, di combattenti che hanno lottato o lottano per valori sociali, umanitari, razziali.

Non a caso, poco distante dal volto di Pasolini, domina la figura di Angela Davis, famosa attivista afroamericana, simbolo negli anni ’70 della difesa verso ogni intolleranza e ingiustizia sociale.

La coraggiosa rivoluzionaria, prima ancora di divenire soggetto del murales di Jorit, è stata anche protagonista di due testi musicali cantati rispettivamente da John Lennon e dai Rolling Stones.

Dal “Decameron” alle “Lettere luterane Pier Paolo Pasolini ha sempre sottolineato la sua simpatia e il suo legame verso il popolo napoletano che, come ricorda lo stesso Jorit, egli definì una grande tribù. Uno spirito primitivo e indomito ha sempre contraddistinto i napoletani che non si sono mai piegati a un destino di abusi e sopraffazione

-“L’arte deve essere soprattutto sociale e non pura esercitazione di tecnica”- è ciò che tiene a precisare l’artista; tale fine è ben evidente nella folta carrellata di uomini e donne che con i loro volti, dall’alto di grattacieli anonimi, sembrano parlare e ad essere da monito alla città e ai suoi abitanti.

Non a caso, chiedendo all’artista (di origine italo-olandese) quale fosse il suo pittore fiammingo preferito, la risposta è stata Rembrandt. Grande genio del pennello ma anche grande interprete del realismo figurativo, il celebre pittore di Amsterdam fu definito uno dei grandi profeti della civiltà” per la sua capacità di comprensione della condizione umana.

Restando nell’ambito delle preferenze, dei tanti i ritratti eseguiti dal 2007 ad oggi, da Che Guevara a Troisi a Ilaria Cucchi, il grande artefice della street art napoletana non nega di preferire tra tutti quello del pibe d’oro: Diego Armando Maradona.

Esseri Umani e Dios umano - Jorit Agoch
Esseri Umani e Dios umano – Jorit Agoch

L’artista dichiara che, sebbene non sia un acceso tifoso, ama del calcio la forza aggregante: il pallone è il vettore unificante che abbraccia un popolo, una città, una nazione.

Unione, solidarietà, appartenenza sono solo alcuni dei valori di cui Agoch Jorit si fa portavoce. Come egli stesso confessa, si è sentito realmente realizzato quando ha dato priorità ad attività promosse da tali ideali.

Pensare ed agire mai solo per un fine egoistico, individuale, ma per il bene della collettività – è questo il messaggio trasmesso dall’artista non solo attraverso le proprie opere ma partendo da una propria esperienza di vita.

Annamaria Pucino