Due buone notizie, che sono state diffuse nella giornata di giovedì 22 ottobre, riguardano l’Istituto Nazionale dei Tumori “Fondazione G. Pascale” di Napoli.

Il nosocomio, fondato nel 1933 dal medico che fu allievo di Antonio Cardarelli, dal 1940 è un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e da ieri è entrato nella classifica dei migliori ospedali al mondo stilata dalla rivista Newsweek, che lo posiziona al quarantesimo posto nella graduatoria mondiale e al quinto in quella nazionale. I parametri che ne hanno decretato il riconoscimento sono stati il tenore e l’aspettativa di vita, il numero di abitanti e di ospedali nell’area servita dall’Ircss e l’accesso ai dati relativi a ogni ambito del servizio ospedaliero. Nelle stesse ore in cui è circolata la notizia, al Pascale è stata assegnata anche la Certificazione ISO 9001 2015, la norma internazionale attribuita alle aziende per la creazione, l’implementazione e la gestione di un sistema di gestione della qualità. A dimostrazione dell’impegno nel porre il paziente al centro della sperimentazione e delle cure. I due riconoscimenti internazionali, in realtà, si sommano alla consapevolezza che i napoletani hanno già dell’alta qualità del lavoro svolto dagli operatori sanitari del Pascale. Negli anni è diventato un centro di riferimento regionale per la diagnosi e la cura delle patologie oncologiche, nonchè un Centro per la Terapia del Dolore. Con la comparsa del nuovo Coronavirus ha dato un contributo significativo al dibattito scientifico dopo che l’Agenzia Italiana sul Farmaco ha accolto la richiesta del professor Paolo Ascierto, direttore dell’Unità Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie innovative, rendendo possibile la sperimentazione del tocilizumab come farmaco utile a combattere la Sars-Cov2. Pochi giorni fa, il noto oncologo aveva commentato così l’annuncio che nei reparti del Pascale si effettueranno nuovi test rapidi per scovare casi di positività: “In questo momento, in cui c’è un incremento dei contagi e in cui abbiamo tanto bisogno di tracciabilità in tempi brevi questo esame molecolare, in grado di dare risultati subito, rappresenta una vera e propria svolta. Immaginate la possibilità di utilizzarlo nelle scuole, nei presidi, non necessariamente negli ospedali. Il Pascale ha fatto uno studio su questo nuovo test, e se ancora non è stato ratificato dall’Istituto Superore di Sanità, i dati sono molto interessanti“. Il test viene sperimentato in questi giorni nel dipartimento sul Melanoma e l’Immunoterapia guidato dal professor Ascierto ed è stato presentato come uno strumento tecnologico capace di fornire i risultati in un’ora e quaranta minuti. I tempi che normalmente servono ad analizzare un campione sono abbattuti grazie a un kit diagnostico che permette di verificare la presenza di materiale genetico senza doverlo estrarre e purificare dal campione stesso prima di effettuare l’analisi vera e propria.

La sperimentazione dei nuovi tamponi ha avuto inizio nel mese di agosto e ha coinvolto pazienti e operatori sanitari, dando risultati affidabili al punto che si è passati a un uso più costante, forti anche della decisione del governo canadese di adottarli su larga scala per tracciare i casi positivi sul proprio territorio nazionale.