Martedì è iniziata la sessione locale dei lavori del M.E.P. che culmineranno, ad ottobre, con la sessione nazionale.

L’Europa, come unione politica e monetaria, non sembra essere più molto amata negli ultimi tempi; ma spesso non si è sufficientemente informati su ciò che realmente significa far parte della Comunità Europea. Al fine di formare i giovani e dare loro anche un’opportunità di scambi culturali, fin dal 1996 è partito a Modena il ‘Progetto M.E.P. (Model European Parliament). Nato come associazione culturale costituita da insegnanti e studenti, il ‘Progetto M.E.P.’ collega le scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia, che promuovono l’iniziativa e si propongono di qualificare ulteriormente le loro attività in ambito europeo. Sono bastati solo quattro anni al ‘Progetto M.E.P.’ affinché il suo valore didattico e formativo fosse riconosciuto istituzionalmente, infatti già nel 2000 l’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, conferì all’associazione la massima onorificenza prevista per un’attività culturale, ovvero la medaglia d’argento. Da allora l’associazione ha continuato a portare avanti il progetto ottenendo sempre maggiore successo, ed ora è formato da un’estesa rete di collegamenti con partner europei e scuole italiane che hanno aderito al M.E.P., e che ogni anno organizzano due sessioni internazionali e quattro euro-regionali in diverse città europee, una sessione nazionale, e otto sessioni regionali/cittadine in Italia, oltre a numerose sessioni scolastiche. Durante tali sessioni vengono effettuate simulazioni di sedute del Parlamento Europeo, in cui i ragazzi discutono delle stesse tematiche di cui si discute a Strasburgo o a Bruxelles, deliberando come accade nella vera sede istituzionale, iniziando così a comprendere le difficoltà di un dibattito politico internazionale e delle dinamiche con cui si governa in democrazia. Inoltre vengono organizzati seminari per scuole secondarie di secondo grado e studenti universitari, su varie tematiche inerenti la storia e i vari aspetti della Comunità Europea; vengono promosse iniziative, studi, ricerche, pubblicazioni e progetti che tendono a favorire la cooperazione e gli interscambi culturali tra gli istituti didattici, gli organismi e le associazioni europee. Purtroppo va anche detto che l’Italia, anche in questo caso, si rivela essere un passo (e forse più) indietro rispetto agli altri Paesi europei: infatti, mentre gli istituti scolastici di altri Paesi europei che partecipano al progetto M.E.P., vengono economicamente sostenuti con contributi istituzionali e fondi  europei, in Italia le nostre scuole non godono di questo aiuto che non può, né deve essere visto come un privilegio, ma piuttosto come un dovere istituzionale, dato che parliamo della formazione didattica dei nostri ragazzi, e invece i nostri studenti e i loro docenti devono autotassarsi per sostenere le spese necessarie a partecipare e portare avanti questa bella iniziativa. Così come fanno studenti e docenti dell’I.T.I. ‘E. Majorana’ di Somma Vesuviana che martedì scorso, presso lo storico convento dei frati di Santa Maria del Pozzo, hanno tenuto l’assemblea scolastica del ‘Progetto M.E.P.’ preludio dell’assemblea regionale, che si terrà in varie scuole di Napoli dal 9 al 13 aprile prossimo, e presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino il 12 aprile, data in cui si attende anche la partecipazione del sindaco De Magistris, sempre presente nelle passate edizioni, e dell’assessore alle politiche giovanili, Alessandra Clemente. L’assemblea regionale di aprile sarà poi seguita da quella nazionale, che si terrà a Napoli dal 21 al 26 ottobre prossimi. Nel frattempo i ragazzi dell’istituto Majorana di Somma Vesuviana martedì scorso hanno discusso, come una vera commissione europea, di temi quali i diritti umani, l’istruzione nell’era digitale, la sanità pubblica, la riduzione delle plastiche nell’ambiente e tanti altri ancora, dando vita ad un intenso e interessante dibattito. Alla sessione aperta dai ragazzi dell’istituto Majorana martedì scorso, hanno partecipato la referente dell’istituto per il progetto M.E.P., Prof. Bianca Nardi, il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno e il preside dell’istituto, Prof. Giuseppe Cotroneo. Li abbiamo intervistati per farci spiegare l’importanza di questo progetto dal punto di vista dei loro diversi ruoli istituzionali; l’interessante intervista è nel video qui in basso.