Ci siamo, l’atteso giorno di Napoli-Juventus è arrivato: doveva e poteva essere il match dal sapore di Scudetto, un po’ come negli ultimi anni, ma errori di programmazione, malintesi e sfortuna hanno fatto sì che gli azzurri siano fuori dalla lotta al vertice mentre i bianconeri viaggiano col vento in poppa. Qualche segnale divino c’era stato in quella nefasta domenica di fine agosto, una Juventus travolgente annichilisce un Napoli sfilacciato, in disarmo, quasi sorpreso da cotanta onda piemontese; il tutto però per poco più di un’ora, un 3-0 che suona come una sentenza con tanto di cori di scherno e ignobiltà. Proprio quei cori sembrano colpire nell’orgoglio i calciatori partenopei che improvvisamente hanno un sussulto prima con Manolas e poi con l’indemoniato Lozano, arrivato pochi giorni prima, buttato nella mischia e capace di far saltare il banco ammattendo De Light e l’intera retroguardia juventina. Cominciano a sognare i tifosi del Napoli su questo velocissimo messicano, si risveglieranno qualche settimana dopo quando il buon Hirving certificherà il suo status di pesce fuor d’acqua nel contesto napoletano. Ma ritorniamo alla gara dello Stadium di un girone fa: mancano dieci minuti e su un piazzato di Callejon (fallo guadagnato neanche a dirlo da Lozano) è Di Lorenzo a sbucare per l’incredibile 3-3! Una rimonta straordinaria, inaspettata, un ciclone scatenatosi in un quarto d’ora di inenarrabile follia, quasi quasi viene voglia di farci un pensierino, al colpo grosso intendiamo. Quello che succederà all’ultimo secondo di gioco, su una punizione tanto inesistente quanto innocua è già storia e non vogliamo ricordarla al buon Kalidou che da quel momento pare essersi infilato in un oscuro tunnel. Forse erano segnali di quello che stava per scatenarsi nella stagione azzurra, il Napoli ha meno della metà dei punti della capolista ed ha vissuto una situazione interna che ha del paradossale, ha una media punti negli ultimi tre mesi da ultima della classe e viaggia senza il supporto della parte calda della tifoseria, quelle curve in aperta contestazione con un regolamento rigido e discutibile, sicuramente rivedibile che pare aver indignato gli ultras ma non solo.

Già, gli ultras, martedì hanno fatto una scelta d’amore, hanno fatto un passo indietro per essere vicini ad una squadra in difficoltà come raramente in passato, come mai nel passato recente, questo sicuro: ebbene il sostegno nella gara di Coppa Italia è stato a dir poco encomiabile, entusiasmante, incessante e la reazione della formazione di Gattuso ne ha tratto giovamento trovando la forza per battere una Lazio in condizioni psico-fisiche clamorose. Per non parlare dell’abbraccio finale squadra-tifosi, calciatori a saltare e cantare con le curve, il capitano Insigne in lacrime a sancire una pace fondamentale per il futuro. Un futuro immediato che si chiama Juventus, appunto, avversario più scomodo non poteva capitare: doveva essere una gara dai mille spunti, la stampa l’ha fatta diventare la gara del sondaggio. Sondaggio? Sì, avete capito bene, il sondaggio su come verrà accolto Sarri al suo ritorno nella Napoli tradita; il Masaniello che volta le spalle per guidare il nemico cattivo, arrogante e dispotico. Se vogliamo anche noi soffermarci per un attimo su quello che è diventato l’argomento degli ultimi giorni, sembra abbia prevalso la linea che preferiamo, senza nessun dubbio: l’indifferenza. Sarebbe un comportamento maturo e forte.

Ma veniamo agli uomini in campo: Sarri con tutta probabilità esenterà dal primo minuto Higuain (non è una novità) schierando in avanti Ronaldo e Dybala supportati dal gallese Ramsey.

Gattuso intende dare continuità ad un gruppo che ha smarrito certezze e quindi è chiaro che farà sempre pochi cambiamenti. Tra la lunga lista di infortunati torna disponibile (è stato convocato) Maksimovic ma il serbo non andrà oltre il sedersi in panca: giocherà ancora una volta centrale Di Lorenzo con Manolas, Hysaj e Mario Rui occuperanno le fasce mentre Meret potrebbe ritrovare il posto tra i pali visto che Ospina ha avuto problemi di gastroenterite. Demme ha convinto in Coppa ed ha entusiasmato i tifosi, ci sarà lui in mezzo al campo con Zielinski e uno tra Lobotka e Fabian Ruiz ai fianchi. Davanti Insigne e Milik hanno un posto certo, chissà se invece scenderà ancora dall’inizio l’irriconoscibile Callejon, magari definitivamente spodestato dopo l’acquisto (pare ormai certo) di Matteo Politano.

La Juventus cerca la storica terza vittoria consecutiva in campionato al San Paolo (sarebbe una prima volta), il Napoli vuole interrompere una pericolosa emorragia capace di portarlo nella “parte destra” della classifica; sarà importante, fondamentale il sostegno dei tifosi, a Fuorigrotta si gioca alle 20:45, a dirigere il match il signor Mariani. Incrociamo le dita…