Finisce così come era prevedibile la corsa del Napoli in Champions League; niente “Final Eight” a Lisbona e testa alla programmazione per la prossima imminente stagione. Una sconfitta preventivabile, per certi versi logica, lo racconta la storia delle due compagini; dispiace, fa pure arrabbiare essere però destinati e costretti sempre a lamentarsi e recriminare per episodi sempre al limite dell’assurdo. Sì perché il Napoli inizia al Camp Nou in maniera autoritaria, sorprendente ed i primi 10 minuti raccontano di una squadra di Gattuso che va pure vicinissima al vantaggio (palo di Mertens da favorevole posizione). Poi da un calcio d’angolo, alla prima occasione, il Barça passa: Lenglet spinge in maniera chiara, evidente, solare Demme il quale finisce col travolgere Koulibaly (che cade e a cui viene impedito di saltare), ci sarebbe il VAR, ti aspetti l’annullamento ed invece ecco lì il primo colpo mortale, infame. Nulla di compromesso, certo, ma quel diavolo di Messi fa paura solo a guardarlo e quindi in 4 o forse 5 permettono a Lionel di fare quello che vuole in area e raddoppiare. All’argentino qualche minuto dopo viene annullato un gol per essersi aggiustato la palla con il braccio (o forse per compensare al grave e decisivo errore sul primo gol); nel finale la “Pulce”d’astuzia fa fare la figura del pollo a Koulibaly e guadagna il penalty che Suarez trasforma per il 3-0 catalano. Ma nel recupero gli azzurri hanno una impennata d’orgoglio e trovano il rigore (fallo netto di Rakitic su Mertens) che Insigne trasforma con freddezza. Il risultato nella ripresa non cambierà (palo di Lozano e gol annullato per fuorigioco millimetrico di Milik); cala il sipario su una stagione travagliata ma che nonostante tutto ha regalato un trofeo…

OSPINA 5: si narra che il portiere debba essere lì per parare e non per fare il Pirlo della situazione. Sullo stacco di Lenglet ha la colla sotto ai piedi e non stacca ed anche sulla diavoleria di Messi non appare irreprensibile. Il Napoli è una grande ormai ed ha bisogno di uno che magari ti faccia pure il “miracolo” ogni tanto…

DI LORENZO 5: la partita che rispecchia l’annata di Giovanni in toto, straripante, al limite della perfezione durante la prima parte di stagione, balbettante nel dopo-Covid. Jordi Alba lo massacra e paga pure l’assenza (non fisica) di Callejon.

MANOLAS 4: mamma mia il greco! Ma in Serie C si trova di molto meglio cari miei scout… Kostas è un corollario di incertezze, nefandezze, errori con il pallone tra i piedi… Rischia un mezzo rigore su un contatto con Suarez e gioca alle belle statuine sul raddoppio di Messi.

KOULIBALY 3: ah, quei 100 milioni… Kalidou (e sarò scontato ed un po’ patetico) è la dimostrazione di quanto si debba ragionare poco da tifosi in certi casi. Kalidou è stato un disastro per tutta la stagione e nella partita più importante stentiamo a trovare le giuste parole per commentare la sua prestazione. Un disastro continuo, dal primo gol che lo vede vagare per l’area di rigore ed essere messo ko da Demme, dal secondo gol blaugrana dove il senegalese praticamente è lì impassibile e non contrasta a dovere Messi. Per non parlare della sciocchezza colossale che fa a fine primo tempo quando non si accorge di Messi (non del sottoscritto) e lo falcia commettendo fallo da rigore. Abbiamo pure perso il conto di quanti palloni abbaia regalato agli avversari o buttato direttamente fuori sbagliando la misura del passaggio. Vergognoso!

MARIO RUI 5: poiché non vanta molti simpatizzanti è tra quelli più chiacchierati, gli errori li fa , pure tanti, ma non ai livelli della coppia centrale (quella che sulla carta doveva essere tra le più forti d’Europa!).

FABIAN RUIZ 4,5: lento che più non si può, non indovina un’imbucata, un passaggio filtrante che è parte integrante del suo immenso bagaglio tecnico. Non riesce mai a scuotersi, fa mille passaggi all’indietro e getta alle ortiche un contropiede per dichiarati limiti di lentezza. Al suo posto ELMAS 6 che in poco più di 10 minuti fa aumentare i rimpianti per non averlo visto in campo magari dall’inizio. Personalità, intraprendenza, freschezza atletica e tecnica niente male; sperando possa confermare a pieno queste peculiarità nella prossima stagione…

DEMME 4,5: dal primo minuto si capisce che in questo contesto c’entrava poco o nulla. Non indovina un passaggio, non intercetta un pallone, non verticalizza mai e sul primo gol per giunta probabilmente potrebbe evidenziare il fallo subito con un urlo capace di squarciare il silenzio del Camp Nou. Viene esentato dalla scena e non entra nella ripresa, al suo posto LOBOTKA 5, anche lui un bravo calciatore ma se si vuole puntare in alto può essere solo valido comprimario e dignitosa alternativa. Entra e fa sentire poco o nulla della sua presenza.

ZIELINSKI 4,5: quando si parla di potenzialità… Il polacco rappresenta a pieno il noto detto “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”; ha le qualità tecniche per giocare anche tra le fila dei blasonati avversari ma ti rendi conto di quanto servano anche tanti altri aspetti per diventare un top-player quando spreca una ripartenza favorevolissima sbagliando l’ultimo, decisivo e non difficilissimo passaggio, consegnando palla a Piqué. Commette fallo per non far scappare Messi e si becca un giallo, poi esce per LOZANO 4,5 troppo scarso per essere vero. Ha bisogno di trovare in fretta una realtà che gli conceda illimitata fiducia. In questo momento è a dir poco impresentabile.

CALLEJON 3: vaga per il campo, spreca una chance buona nei primi minuti (ma ormai se il pallone buono capita a lui non ci metti nemmeno la speranza) e poi si immalinconisce pensando ai bei tempi andati e a quel che sarà del suo futuro… Al suo posto POLITANO 6,5 assolutamente tutt’altra storia, altro dinamismo, altre motivazioni. Entra nel campo da destra per accentrarsi e mette in difficoltà gli stanchi avversari. Mette in mezzo un paio di palloni buoni (su uno Lozano di testa prende il palo) ed assiste anche con intelligenza e buona visione Di Lorenzo per la sovrapposizione (ma Giovanni non approfitta).

MERTENS 4: inizia il match e pronti via ha l’occasione per regalare il prezioso vantaggio, quello che forse avrebbe indirizzato la qualificazione in maniera differente. Invece Dries colpisce sporco di sinistro e becca l’ennesimo palo della stagione napoletana. Tocca pochissimi palloni e si guadagna il rigore che permette ai suoi di accorciare; però una prova davvero scadente!

INSIGNE 6: Lorenzo stringe i denti, gioca ed è anche tra i meno peggio della serata. I primi 10 minuti di grande Napoli lo vedono protagonista con la sua consueta bravura tecnica che mette in soggezione gli avversari. È come sempre encomiabile il suo apporto nel lavoro di copertura anche se suo malgrado è decisivo nella carambola che porta Messi a segnare il raddoppio. Tiene quasi fino alla fine poi esce per MILIK 5,5 che regala pochi attimi di gioia (quelli che intercorrono dallo stacco vincente del 3-2 che avrebbe assolutamente riaperto i giochi e ridato speranza, al momento dell’annullamento per fuorigioco); Arek però entra in maniera diversa da quella apatica degli ultimi 2 mesi anche se a conti fatti non fa più nulla di interessante.

GATTUSO 5,5: non ci sentiamo di colpevolizzarlo in maniera forte. La squadra che mette in campo è quella che tutti i tifosi avrebbero proposto (anche se adesso in tanti negheranno); ed è questo proprio il punto, il trovare il coraggio di fare scelte difficili, impopolari pure. Callejon è idolatrato da tutti ma oggi non è più un calciatore da Napoli, punto. In porta speriamo di trovare finalmente una soluzione per la prossima stagione, Ospina può fare da secondo di lusso, basta. Ed in mezzo al campo per sopportare la contemporanea presenza di Zielinski e Fabian ci vuole un calciatore non bravo, ma fenomenale tatticamente. E poi la coppia centrale: se si vende Koulibaly bisogna intervenire in maniera forte, se resta, il greco non ci sembra il compagno d’avventura ideale. Considerazioni in chiave futura certo; sì, perché la gara del Camp Nou Gennaro l’aveva impostata bene e poteva avere storia diversa. Se il Napoli nei 10 minuti arrembanti avesse fatto gol, se il VAR non avesse validato il gol di Lenglet in maniera scandalosa… Gennaro avrai modo di rifarti, adesso però tocca a te e Giuntoli…