Il Napoli, difensivo sino all’inverosimile, subisce per tutta la gara il predominio dell’Atalanta che però deve fare i conti con una serataccia per quanto riguarda la precisione al tiro. Il protagonista è Ospina che si oppone alla grande ai tentativi degli attaccanti bergamaschi; nella ripresa prevale la noia, e il pareggio a reti inviolate, per quello visto in campo, può considerarsi un successo per la banda di Gattuso. Che non raccoglierà consensi…

OSPINA 7: Muriel cerca di beffarlo con una insidiosa punizione dopo 10 minuti e il duello si ripete qualche minuto dopo quando con una uscita bassa il portiere colombiano riesce ad opporsi al connazionale. Un altro intervento figlio di coraggio e tempismo, poi nella ripresa soprattutto, la mole di gioco dell’Atalanta non sfocia in conclusioni degne di nota.

MANOLAS 5,5: nonostante la massiccia presenza di uomini difensivi più di una volta viene sorpreso dalle imbucate atalantine.

MAKSIMOVIC 5: legnoso, viene graziato in più di un’occasione dalla mira scadente degli avversari. Maehle lo umilia in una uscita troppo avventata ma Koulibaly lo salva.

KOULIBALY 6: alcuni grandi interventi degni della sua fama, tiene bene anche perché Muriel non è in serata di grazia ed anche quando lo salta litiga con il terreno di gioco o con il pallone. In difficoltà nel finale sul neo-entrato Ilicic che lo costringe pure al giallo.

DI LORENZO 5: suo il pallone basso in mezzo per Demme per l’unica chance del Napoli nell’intero arco della partita. Il suo compito è però quello di tenere a bada Gosens che più di una volta gli scappa; assolutamente costretto in una posizione di anonimato.

DEMME 5,5: l’unico squillo degno di nota porta la sua firma, o meglio il suo inserimento che si conclude però con un destro strozzato che finisce a lato. L’inizio azione del Napoli spesso si appoggia su Diego che sbaglia tanto anche perché travolto dalla pressione alta bergamasca. Viene colpito da una forte pallonata e qualche minuto dopo si accascia al suolo; solo tanta paura per il centrocampista che fa spazio ad ELMAS 5 non confortato e supportato da una predisposizione tattica adeguata. Costretto a rincorrere gli avversari senza potersi innescare.

BAKAYOKO 5: sovrastato dal centrocampo opposto, cerca di limitare i danni ma non ci fa una bella figura. Pochi contrasti vinti, nessuna giocata superiore ed una condizione fisica che non convince.

HYSAJ 5,5: almeno mezzo voto in più perché comprendiamo quanto sia difficile per uno con le sue caratteristiche avere il compito di laterale alto a sinistra. Corre, si impegna, cerca la migliore posizione ed i movimenti più consoni ma vederlo in quel ruolo è una bestemmia!

POLITANO 5,5: il Napoli gioca tutto arroccato indietro e con lui e Lozano a cercar gloria sfruttando qualche lancio e qualche preghiera. Anche quando pare accendersi ritorna sui suoi passi perché assolutamente impossibilitato a dialogare con anima viva. Stremato e depresso esce per PETAGNA 5,5 il quale gioca la sua gara nella gara, quella della lotta fisica senza però un briciolo di propensione all’offesa.

LOZANO 6: un tiro da casa sua nato dalla totale casualità e un lavoro di sacrificio per poter sfruttare e magari trasformare in oro i rinvii della difesa partenopea. Tanta volontà ma la squadra lunghissima mette in sofferenza anche il messicano. Al suo posto OSIMHEN S.V.

INSIGNE 6: qualcuno farà notare i palloni persi ma è l’unico a concedere al Napoli qualche sprazzo di genialità e di superiorità numerica offensiva. Nonostante i tanti giocatori difensivi in campo anche Lorenzo è chiamato al solito sfiancante lavoro. Zoppicando esce per ZIELINSKI 6 al quale non rimane che farsi apprezzare per un paio di punizioni conquistate per far rifiatare i suoi.

GATTUSO 4: quando in mattinata è rimbalzata forte la possibilità che lo schieramento potesse essere quello visto in campo non credevo alle mie orecchie. Invece l’ha fatto! Ha schierato un Napoli che al di là di quanto possano dire gli esperti era in realtà una sorta di 5-4-1 che Mondonico scansati proprio… Centrocampo con due calciatori dalla spiccata propensione difensiva con Hysaj alto a sinistra che neanche commento. Squadra lunga ed in balìa dell’avversario. Per non parlare dell’irritante siparietto per battere il fondo: Ospina prende palla per far battere Koulibaly e questi che torna a restituirla al suo portiere per cominciare l’azione, o presunta, dal basso. Pietà! Una mortificante serata che ha portato al pareggio esclusivamente per la serata storta degli attaccanti dell’Atalanta che soprattutto con Muriel e Toloi potevano annientare le velleità degli azzurri che si giocheranno l’accesso alla finale tra una settimana sul difficile terreno di Bergamo. Con tutto il rispetto, la simpatia, la stima verso Gattuso, chi salva la scelta tattica e l’avvilente scempio visto sul terreno di gioco in questa semifinale è palesemente in malafede o difende un’idea personale che va al di là dell’obiettività. L’ultima volta ad aver visto qualcosa del genere, nel Napoli c’erano Pecchia ed Edmundo!