Il Palazzo (pardon il Giudice Sportivo) ha decretato praticamente la malafede del Napoli reo di essersi sottratto alla sfida di Torino domenica 4 ottobre: 3-0 a tavolino e come se non bastasse un punto di penalizzazione in classifica (tanto per essere più sicuri). Per la gioia dei tifosi bianconeri che possono esultare felici di trovarsi tutto ad un tratto un vantaggio piovuto dal cielo, come piace a loro (vedi esultanza e felicità nella domenica della “partita fantasma”).

Non poteva essere altrimenti, non poteva essere stato tutto inutile, vero Andrea (Agnelli)? La pubblicazione della partita in programma ed addirittura la formazione schierata come se tutto fosse normale (il Napoli non era partito), la presenza al campo con tutti i giocatori e gli arbitri schierati, addirittura il pubblico nonostante le avverse condizioni climatiche…

No, non potevano rendere questa pagliacciata inutile, ed il nostro calcio, malato ormai da diversi anni (e chi non vuole ammetterlo è complice di una ormai gestione vecchia e massonica) ha confermato ancora una volta di non avere più credibilità.

Praticamente il Giudice ha disatteso tutto: negato la problematica legata alla salute, ignorato il Protocollo vigente (che indica chiaramente la possibilità di un intervento da parte di un organo sanitario come l’Asl) e quindi di conseguenza si è pronunciata a favore di un reato. Ebbene sì, perché se il Napoli fosse partito per Torino avrebbe commesso un reato penale ignorando una precisa indicazione che va ben oltre l’evento sportivo. Siamo disgustati ma non sorpresi, questa è la cosa grave. Lo scandalo continua. Per buona pace di quelli lì…

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Marco Silva

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