Il Napoli, squadra detentrice della competizione, supera l’Empoli di misura ed accede ai quarti di finale di Coppa Italia, dove affronterà la vincente di Roma-Spezia. E questo già di per sé è elemento positivo, vittoria con conseguente passaggio di turno.

E’ ovvio che il pomeriggio del Maradona ha consegnato anche tanti dubbi, incertezze, incognite e se vogliamo fastidiose negative conferme; ma è il classico match che può soltanto dare maggiore forza e spazio ai detrattori e agli ipercritici. Innanzitutto Gattuso presenta una formazione con numerose novità: davanti a Meret conferma di Di Lorenzo a destra (dovrà scontare squalifica domenica in campionato contro la Fiorentina) e chanche per Ghoulam a sinistra con la coppia centrale formata dal rientrante Koulibaly (la nota più lieta della serata) con Rrahmani (giustamente rilanciato dopo il brutto impatto di Udine). In mezzo al campo Demme e Lobotka a fungere da schermo con il macedone Elmas più avanzato con Lozano largo a sinistra e Politano dal lato opposto in appoggio all’unica punta Petagna.

La gara è piacevole, il Napoli è volitivo ma l’Empoli, con tante assenze ma altrettanti giovani promettenti e spinti da grandi stimoli, ribatte colpo su colpo e mette in evidenza una notevole organizzazione tattica. Al minuto 18 si sblocca l’incontro, Ghoulam supera la propria metà campo distendendosi e servendo lungolinea Lozano in posizione regolare, il messicano controlla e non ci pensa due volte a puntare il proprio diretto avversario e seminarlo in velocità, arrivato sul fondo il “Chucky” d’esterno destro mette in mezzo dove Giovanni Di Lorenzo arriva a chiudere da destra con una splendida torsione che gli permette di testa di impallinare l’incolpevole Furlan. E’ il primo gol di questa Coppa Italia per il Napoli ma Di Lorenzo ci tiene a non esultare in segno di rispetto verso la sua ex squadra! Potrebbe essere il vantaggio capace di stendere la squadra che guida brillantemente la classifica cadetta ma non è così e dopo una spettacolare traversa di Matos al culmine di un’apprezzabile azione, l’Empoli trova il pareggio grazie ad un siluro dal vertice di destra dell’area partenopea del ventiduenne Bejrami. Trascorrono però soltanto 5 minuti ed è ancora l’uomo in più del Napoli senza alcun dubbio in questo momento, Lozano, a salire in cattedra: Hirwing approfitta di un errato controllo di Zappella, lo brucia e con un gran destro da fuori non lascia scampo all’estremo difensore toscano. Assist e gol, quanto sono lontani i tempi delle critiche verso quello che troppo velocemente era stato etichettato come autentico bidone…

Nella ripresa il Napoli ha lo possibilità di chiuderla e qui appaiono inevitabilmente i fantasmi del recente passato, gli azzurri sprecano una miriade di occasioni (alla fine saranno 23 i tiri totali!) e subiscono all’improvviso il gol del 2-2 sempre grazie ad un’altra prodezza balistica di Bejrami che si ripete da lontano beffando ancora una volta Meret. Probabilmente un po’ di ansia assale a questo punto i tifosi ed anche Gattuso ma al minuto 77 il Napoli trova il gol-qualificazione: angolo da destra, stacca Rrahmani che quasi trova il gol che potrebbe riscattarlo alla grande ma sulla linea un difensore respinge, proprio però addosso a Petagna che con il destro ribadisce in rete.

Anche quando si fanno analisi e critiche, esse devono essere sempre rivolte in maniera costruttiva a mai distruttiva, era impossibile per una serie di cose pretendere brillantezza, motivazioni a mille e nessuna sbavatura visti il richiamo del match non di grido, una manifestazione che di questi tempi sembra sempre non avere il dovuto appeal ed anche l’inserimento di calciatori che sin qui hanno giocato poco e tanti addirittura tutti insieme. Ed è così per tutte le squadre. Sicuramente nello specifico vanno annoverati i 90 minuti di Rrahmani che dopo una distrazione iniziale ha cercato di non strafare e badare al sodo sostenuto dalla presenza rassicurante del gigante Koulibaly (componente mai banale) il quale è sembrato già in discrete condizioni fisiche dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi un mese. Sempre gradita la presenza di Ghoulam, l’algerino ha dato buone risposte ma avrebbe bisogno di una continuità che pare non gli sia accordata, per un motivo o per un altro. Demme e Lobotka non hanno brillato ma nemmeno demeritato; il primo dopo un paio di lanci fuori misura ha comunque dimostrato la sua enorme intelligenza tattica e il suo moto perpetuo a tutto campo mentre lo slovacco ha fatto un passo in avanti rispetto alle precedenti prestazioni ma non è mai semplice per un calciatore che più che mai sembra molto dietro nelle gerarchie (soprattutto per demeriti propri). Anche Elmas, piazzato nella posizione di sotto-punta come si suol dire, ha faticato ad incidere e soltanto a sprazzi ha messo in evidenza il suo talento (bella una iniziativa personale con due avversari saltati come birilli e Furlan bravissimo nella deviazione in angolo), troppo poco per il macedone che però meriterebbe maggiore considerazione e minutaggio. Di Lozano abbiamo già accennato, sul messicano che stavolta ha agito dal lato di Insigne prima di spostarsi di nuovo a destra dopo l’ingresso del capitano sono arrivate le cose migliori e soprattutto caratterizzanti del match, Politano anche dal lato destro non ha demeritato confermando ancora una volta un naturale e consolidato affiatamento con Di Lorenzo. Insigne, entrato all’ora di gioco proprio per Politano ha avuto ancora una volta una colossale occasione per fare gol sprecando malamente, confermando magari una insofferenza che lo vede sempre e continuamente sul banco degli imputati e nel ciclone delle critiche. Petagna ha trovato un gol importante ed i numeri gli danno ragione, bisogna continuare ad incitarlo ed apprezzare il suo lavoro soprattutto considerando e ricordando che era stato acquistato per giocare al massimo due partite da titolare in stagione in caso di emergenza… Tra i subentranti, venti minuti anche per Fabian Ruiz, tra i più criticati dai tifosi nell’ultimo periodo; lo spagnolo non impatta granché ma è pure sfortunato quando un suo siluro per poco non butta giù il palo, quando proprio non gira…

Ultima considerazione per il mister: l’uomo non si discute, ed anche come allenatore è bravo, ma, personalmente, ci tengo a ribadire un concetto che ho già esposto tante volte e che trovo assolutamente fondamentale: Gattuso dovrebbe limitare, durante la partita, la sua carica emotiva, le direttive anche all’infinito vanno inculcate durante gli allenamenti e non si può guidare per 90 minuti, più recupero, una formazione passaggio per passaggio, assillando i propri giocatori in maniera spropositata tale da trasmettere incertezza, una sorta di confusione mentale. Ai più questa considerazione potrebbe sembrare secondaria, a qualcuno addirittura ridicola e fuori luogo ma il fattore psicologico è, per chi vi scrive, elemento fondamentale al fine di una riuscita o di un successo in tutti gli sport, ma non solo. Insomma, siamo con Gattuso, ci mancherebbe, ma per coerenza, così come in maniera feroce sono stati attaccati allenatori di un certo livello in passato, è giusto sottolineare che il Napoli con il materiale a disposizione, al netto dei tanti infortuni, merita comunque una stagione che porti risultati di un certo livello. I conti si fanno alla fine, aspettiamo fiduciosi!