Tanto entusiasmo in Val di Sole, sul campo di Carciato il Napoli è impegnato nella prima amichevole dopo una settimana di ritiro. Con quasi tutti i big assenti (alcuni a bordocampo ad assistere alla gara) si inizia non prima di omaggiare il grande ex della sfida, l’indimenticato Christian Maggio, al quale De Laurentiis consegna una maglia del Napoli con il numero 308 (come le presenze del laterale vicentino); sarebbero dovute essere 309 se quel signore andato a Torino si fosse degnato di fargli giocare un solo minuto nell’ultima al San Paolo due campionati orsono (sarebbe stata una sentita passerella d’onore)!!!

Il Napoli presenta Karnezis tra i pali e linea a 4 dietro da destra a sinistra con Malcuit, Maksimovic, Luperto e Ghoulam; centrocampo con Callejon e Younes sui lati ed al centro Rog e Gaetano, in avanti Verdi e Tutino. Primi minuti di studio, Ghoulam cerca la soluzione personale con il destro a giro ma il pallone finisce a lato, la prima frazione dell’algerino è la conferma che il terzino vuole riprendersi il tempo perduto. Non ci sta il Benevento a fare da sparring-partner e la formazione di Pippo Inzaghi che annovera diverse ottime individualità sfiora due volte la rete nel giro di due minuti; Coda tira dal limite, leggera deviazione di Malcuit e pallone che pizzica il palo a Karnezis battuto. Poi è Insigne, Roberto, il fratello di Lorenzo, a calciare di sinistro a giro, anche stavolta il portiere greco è fortunato, il pallone si stampa sul palo. Si sveglia la squadra di Ancelotti, Gaetano nell’insolita posizione di centrocampista puro (grande personalità, tranquillità e tanti palloni giocati) serve con un bel lancio Tutino che approfitta di un rimbalzo irregolare che manda fuori tempo Volta e calcia sull’uscita del portiere Gori a botta sicura, il pallone però finisce alto. Momento di maggior pressione  azzurra ma soprattutto di spettacolo in campo con continui capovolgimenti da una parte all’altra; Younes fa urlare i tifosi presenti sugli spalti ma il gol è annullato perché il cross di Callejon avveniva dopo che il pallone varcava la linea di fondo; ma è il preludio al vantaggio azzurro che arriva con Callejon su servizio di sinistro di Amin Yones. Josè trafigge Gori con un destro in diagonale alla sua maniera, con la sfera che colpisce il palo interno ed entra a mezza altezza. Armenteros e Coda con due tiri dalla distanza provano ad impensierire Karnezis ma la mira è alta. Al 25′ Callejon, ancora lui, imprendibile sulla destra (Letizia lo avrà perso 100 volte nei primi 45′) viene servito sulla corsa, lo spagnolo la gira con un cross arretrato ma Verdi la liscia cercando il tiro di prima intenzione. Sempre Simone Verdi a cercare la gioia personale: prima dopo aver rubato palla ad inizio azione beneventana con un pallonetto (forse il suo era un tentativo di assist), poi con un colpo sotto sull’uscita di Gori a chiudere un’azione nata da un lancio lungo e rifinita da un cross con i giri giusti del solito 7 napoletano. La squadra giallorossa reagisce e punisce il Napoli sprecone: cross dalla sinistra apparentemente innocuo e liscio goffo di Maksimovic (fino a quel momento sicuro ed impeccabile), Coda non si lascia sfuggire tale grazia ed è implacabile, è 1-1! Al minuto 38 Verdi, sempre poco incisivo e sprecone, riesce a pennellare stavolta in maniera deliziosa per Callejon ma lo spagnolo decide che la doppietta sarebbe troppo e spara di poco alto. Due minuti dopo ammirevole giocata di Gaetano che in area sulla sinistra aggancia un pallone in maniera pregevole ma il suo tentativo di servire qualche compagno in mezzo non trova conforto. C’è ancora tempo prima del duplice fischio per Gennaro Tutino, l’attaccante si muove bene ma non conclude in modo altrettanto efficace su un bel servizio basso di Malcuit.

Ripresa con tre cambi per i partenopei, a corto di uomini, entrano Nikita per Karnezis, Di Lorenzo per Malcuit e Tonelli per Maksimovic; il Benevento effettua diverse sostituzioni i e non è più della contesa Maggio. Saranno 45 minuti al cloroformio, praticamente nessun tiro in porta ma solo una leggera pressione del Napoli che però non riesce a far male. Trovano spazio i giovani: colpisce Zanoli, difensore con buona personalità, non sorprende Palmiero che sostituisce Gianluca Gaetano ed illumina con lanci sempre precisi (il regista aveva già deliziato a Cosenza nella stagione appena conclusa), fa a sportellate l’attaccante Sgarbi che ha bisogno di migliorarsi ancora un po’, qualche spunto per Zerbin, ottimo fisico che andrà a giocarsela a Cesena e minuti anche per Zedadka, buona tecnica ed un fisico da migliorare. Insomma una noia assoluta per lo spettacolo, si attende il triplice fischio, ma all’ultimo minuto uno dei nuovi entrati del Benevento mette a segno la rete della beffa: Vokic si beve Luperto (a cui Ancelotti continua a dare fiducia in maniera cieca ma che ha subito una involuzione preoccupante  secondo il mio personalissimo punto di vista) e batte Nikita. Non c’è più tempo, Inzaghi batte il suo maestro, per fortuna è solo una amichevole.

Il nuovo Napoli parte dal “vecchio” Callejon, lo spagnolo non finisce mai di stupire ed è sempre al top. Qualche spunto per quanto concerne il calcio voluto da Ancelotti soprattutto nella fase di inizio azione, è lì che il tecnico emiliano vuole far assimilare i movimenti alla squadra, è lì che bisogna avere la giusta convinzione, i giusti meccanismi per consentire la grande forza d’urto che dovrà esprimere il reparto offensivo. Fiducia, fiducia, fiducia.