Va tutto storto per il Napoli nella notte che doveva rilanciare prepotentemente gli azzurri in classifica; scelte discutibili di Gattuso, calciatori spenti ed un arbitraggio mediocre mettono le ali ad un Milan come al solito trascinato dall’eterno Ibrahimovic. È proprio lo svedese a sbloccare l’incontro con un impetuoso stacco di testa; il Napoli reagisce ma è tanto sfortunato quanto impreciso ed anche Donnarumma fa la sua parte con un miracolo su Mertens mentre Di Lorenzo a botta sicura colpisce la traversa. Nella ripresa contropiede micidiale dei rossoneri che raddoppiano con Ibra su assist di Rebic; è il momento peggiore per il Napoli che però grazie ad un guizzo in area di Mertens accorcia e può pensare a riprenderla. Non la pensa così il signor Valeri che due minuti dopo assegna il secondo giallo a Bakayoko (il primo inventato) e lascia in inferiorità i padroni di casa; qualche buona occasione sciupata per il pareggio ma al 95′ il ragazzino del Milan, Hauge, appena entrato, chiude il conto. Notte fonda per Ringhio.

MERET 5: lento, indeciso ed impaurito perché costretto a giocare sovente il pallone nonostante la pressione del Milan fino al limite dell’area. Non appare neanche molto “cattivo” nella propria area piccola come in occasione del raddoppio di Ibra. Fa rimpiangere Ospina.

DI LORENZO 3,5: pensavamo che nella gara contro il Sassuolo, sempre al San Paolo, avesse concesso la sua più brutta performance in azzurro. Il terzino destro del Napoli è imbarazzante, viene umiliato da Theo Hernandez ma non solo, in quanto regala numerosi palloni agli avversari tra i quali nascono anche il secondo e terzo gol del Milan. Una serie infinita di strafalcioni ed un gol divorato (sarebbe stato l’1-1) con la porta spalancata (calcia sotto la traversa da un metro di distanza). Horror.

MANOLAS 5,5: nel disastro generale se la cava onorevolmente con duelli di forza, molti dei quali vinti anche di testa. Non riesce ad arginare ed evitare nessuno dei tre gol milanisti e con il pallone tra i piedi per impostare è una bestemmia.

KOULIBALY 5,5: vuole strafare ma dovrebbe pensare ad essere impeccabile negli interventi difensivi ed invece in occasione del vantaggio milanista si perde colpevolmente Ibra lasciato libero di colpire mortalmente di testa. Vorrebbe rimediare ma anche per lui non c’è gloria.

MARIO RUI 5: solitamente tra i migliori, il portoghese incappa in una serata decisamente grigia pagando l’inesistenza di Insigne da quel lato. Non riesce ad evitare il raddoppio quando manca l’anticipo su Ibrahimovic che lo sovrasta e sbaglia molte scelte; avrò contato almeno 5/6 retropassaggi a Meret da centrocampo, indisponente. Mette il pallone per il gol di Mertens ma non basta.

FABIAN RUIZ 4: scrivo e nel frattempo cerco di ricordare qualcosa di positivo messo in atto dallo spagnolo, invano… Inizia a sbagliare dal primo minuto di gioco anche il più semplice degli appoggi e non si riprende più risultando non solo improduttivo ma anche dannoso. Gattuso lo toglie al 90′ e pure questo è un mistero… ELMAS S.V. presenza per gli almanacchi.

BAKAYOKO 6,5: di gran lunga il migliore dei suoi, non perde mai un pallone anche quando rischia la giocata sotto pressione e ne recupera tanti tra i quali quello che dà il là al gol di Mertens. Due minuti dopo che il Napoli ha dimezzato lo svantaggio viene ammonito per aver fermato una ripartenza dei rossoneri e visto che era stato ingiustamente ammonito nella prima frazione è costretto a lasciare i suoi in inferiorità numerica.

POLITANO 6: meriterebbe un voto altissimo per la corsa, per essere l’unico ad impegnare gli avversari, per le tante iniziative. Solo che la mediocrità del supporto dei compagni di squadra lo avvilisce, non gli consente mai la doppia opzione e finisce con lo sfinirlo psicologicamente e fisicamente. Ed infatti chiede il cambio, al suo posto entra PETAGNA 4,5 a cui non voglio buttare nessuna croce e dal quale attendo di essere smentito alla grande. Ma nel contesto Napoli c’entra davvero poco, goffo quando lanciato a tu per tu con Donnarumma a stento riesce a calciare e male (fortuna per lui che sia off-side) e pachidermico nel cercare di agganciare anche il più banale dei palloni. Nel finale ha sul piede il pallone del pareggio ma fa il solletico al portiere avversario calciandogli tra le braccia.

LOZANO 4: il messicano non riesce a trovare la giusta collocazione e soprattutto fallisce numerose potenziali opportunità in area, che sia per concludere personalmente o che si tratti di rifinire l’azione. La cosa più importante che si ricordi è un recupero palla in prezioso ripiegamento difensivo. Per il resto, buio pesto. Al suo posto si rivede ZIELINSKI 6 che entra nel momento peggiore dei suoi e non può certamente fare miracoli, soprattutto quando poi dopo pochi minuti avviene anche l’espulsione di un uomo importante come Bakayoko. Mette lo zampino nell’azione del gol andando a recuperare la sfera in coppia con lo stesso gigante ex-Milan e azionando la corsa di Mario Rui.

INSIGNE 4: brutta copia non solo del calciatore immenso che ha guidato la Nazionale ma anche del peggior Lorenzo visto a Napoli. Il problema non sono soltanto le poche giocate buone ma proprio il fatto di essere completamente assente dalla scena. Incommentabile.

MERTENS 5,5: a conti fatti pensi alla girata miracolosamente deviata in angolo da Donnarumma che sarebbe valsa il pareggio degli azzurri nel primo tempo ed a quella vincente che stava riportando il Napoli nuovamente in gara. Però è tutto il resto che preoccupa, con il belga avulso dal gioco ed incapace di trascinare i suoi come ai vecchi tempi.

GATTUSO 2: se solitamente gli diamo i meriti maggiori adesso deve prendersi quelli di una sconfitta brutta che porta, scritta in calce, la sua firma. Schiera una formazione che è un azzardo inconcepibile, magari giustificabile e comprensibile se si è in un momento di particolare grazia, contro un avversario meno in palla e con tutti i calciatori al massimo della condizione. Invece nulla di tutto questo e fa rabbia pensando a quanto fosse stata plausibile una scelta tra Zielinski ed Elmas in luogo di uno dei tre a supporto di Mertens, calciatori che avrebbero garantito sì qualità e capacità di tiro e inserimento ma anche maggiore equilibrio. Errore mortale. Come l’ostinarsi a non cambiare nessuno dei calciatori in chiara difficoltà (soltanto tre sostituzioni con l’ultima tra l’altro al 90′). Ma poi caro Ringhio quella insistita, ostinata, ottusa scelta di iniziare l’azione dalla propria area per saltare la prima pressione quando si hanno calciatori non idonei a farlo è assolutamente un atteggiamento ridicolo quanto suicida. Sbagliando si impara… beh, speriamo.