Ad una settimana dalla “partita della discordia“, o meglio dalla non partita, il Napoli continua a lavorare al centro tecnico di Castel Volturno con esercizi di scarico e sedute di allenamento a gruppi; al “Training Center” prosegue anche il duro e volenteroso lavoro di recupero del capitano Lorenzo Insigne tra fisioterapia, palestra ed anche lavoro sul campo. Gli azzurri termineranno il periodo di quarantena venerdì prossimo, il giorno della vigilia dell’importante sfida contro la squadra più in palla d’Italia se non d’Europa: l’Atalanta di Gasperini.

Intanto tiene banco ancora il “litigio” tra Juventus e Napoli, in merito alla mancata presenza degli azzurri domenica scorsa per l’incontro, valido per la terza giornata di campionato di Serie A: il Giudice Sportivo non si è ancora espresso ed è evidente che non andrà come auspicavano a Torino. Senza entrare come sempre troppo nel merito di leggi, regolamenti e comunque tutto quello che gravita intorno alla sfera della giurisprudenza, una cosa è certa: ancora una volta l’immagine, lo stile ed il modus operandi della società bianconera ne esce letteralmente a pezzi, confermando una mentalità, quella della “vittoria a tutti i costi” (ma proprio tutti), che cozza con la cultura dello sport che dovrebbe regnare sovrana. Ed invece abbiamo assistito ad un indegno teatrino portato avanti dalla società più potente d’Italia, spalleggiata ancor più colpevolmente dalle compiacenti trasmissioni sportive, ree di infangare l’immagine del Napoli società e di un popolo intero senza tener presente della situazione, grave, che vede in ballo qualcosa che dovrebbe avere una “leggera” priorità sul calcio: la salute delle persone. Un’occasione unica sprecata dalla famiglia Agnelli incapace di tenere a bada l’incontrollabile brama di vittoria per favorire quella che sarebbe stata una possibilità per imbastire una sorta di “operazione simpatia“: bastava accogliere la richiesta degli avversari e delle autorità sanitarie, mostrarsi comprensivi, umani, ed evitare la patetica sceneggiata (ma non era di pertinenza partenopea?) delle comunicazioni a mezzo social, con tanto di formazione schierata e arrivo dei calciatori allo stadio (e c’erano pure i tifosi in barba alle condizioni meteorologiche avverse) come se fosse tutto normale (peccato che il Napoli non si fosse mosso dal capoluogo campano). Con il passare dei giorni, anche in terra sabauda probabilmente si saranno resi conto della assurdità della richiesta della vittoria 3-0 a tavolino, trincerandosi dietro il rispetto di un protocollo che, per quanto rispettabile e condivisibile, mostra falle evidenti.

Nel corso della settimana abbiamo assistito ad episodi simili: giocatori esentati dalle nazionali dietro imposizione delle Asl di competenza, ed anche gare annullate per la situazione relativa alla pandemia; ultima ad esempio quella riguardante la Nazionale italiana Under 21 che, arrivata in Islanda e con la scoperta della positività di 3 elementi, è stata gentilmente rimandata al mittente dietro decisione delle autorità competenti di Reykjavik. Nessuna partita decisa a tavolino, ci mancherebbe. Ed allora ancora una volta dobbiamo sottolineare che la situazione nel nostro Palazzo è un cancro, radicato e difficile da estirpare… Ma conserveremo a lungo gli interventi, disamine ed assurde insinuazioni che sono andate in scena nei salottini televisivi padani, delle chicche davvero indimenticabili.

Torniamo al calcio giocato: se tutto andrà in maniera regolare e senza ulteriori scossoni, il Napoli se la vedrà con la macchina del gol, una squadra che continua a stupire, ma soprattutto a guadagnarsi l’ammirazione degli amanti del calcio, l’Atalanta. Gli orobici, dopo aver guadagnato l’accesso alla Champions per due stagioni consecutive, possono essere iscritti tranquillamente alla lotta per lo Scudetto. La Dea ha iniziato, tra l’altro così come aveva lasciato la scorsa stagione, inanellando tre successi e segnando gol a grappoli: le due consecutive trasferte (4-2 al Torino e 4-1 alla Lazio) e la vittoria casalinga (5-2 al Cagliari), uno spettacolo! Un ostacolo duro quindi per i ragazzi di Gattuso, un banco di prova significativo per comprendere potenzialità, stato di forma ed anche per testare a che punto sono i meccanismi delicati del nuovo progetto tattico. Insomma, sabato pomeriggio alle 15 al San Paolo è prevista una partita che dovrebbe davvero rappresentare uno spot per la nostra Serie A.

Intanto Osimhen, acquisto più oneroso della storia della società partenopea, ha conquistato già tutti nonostante non abbia ancora “timbrato” il cartellino con un gol; però movimenti, profondità, velocità e la capacità naturale di aprire varchi per i compagni, non hanno lasciato indifferenti gli esigenti quanto competenti tifosi napoletani. E la società, sul proprio profilo Twitter tra l’altro, ha voluto dedicare una bella clip proprio al talentuoso attaccante nigeriano.

La curva dei contagi legati al Covid-19 non si arresta e sta continuando a colpire tanti calciatori: sarà una settimana molto lunga…