Il Napoli non fallisce la straordinaria occasione di accorciare in classifica contro le rivali (Milan e Atalanta che rispettivamente perdono e pareggiano) e batte la Lazio, tra l’altro diretta concorrente. Partenza sprint, dopo dieci minuti gli azzurri sono avanti di due reti grazie ad un rigore di Insigne prima ed un sinistro di Politano poi; il Napoli si abbassa e subisce le iniziative di una Lazio temibile sempre ma poco lucida negli ultimi metri. Nella ripresa una perla di Insigne ed una gemma di Mertens sembrano definitivamente indirizzare il match ma i laziali con orgoglio si rimettono in carreggiata con Immobile e Milinkovic-Savic prima di essere ricacciati da Osimhen (5-2). Il Napoli vola, l’obiettivo è ad un passo…

MERET 5: nei minuti iniziali per poco non combina una frittata che regala il gol agli avversari ma Alex proprio non convince, in nessuna occasione. Sul gol di Immobile si trova posizionato in maniera non impeccabile, sulla punizione di Milinkovic poi è a dir poco imbarazzante. A parte le uscite poco convincenti…

DI LORENZO 6,5: nella prima frazione è un martello, una spinta continua che permette a Politano di avere maggiore spazio sull’out di destra. Qualche piccolo passaggio a vuoto, quel fallo dal quale scaturisce la punizione del 4-2 ma una prova assolutamente positiva fino alla fine.

MANOLAS 6,5: gioca concentrato sin dalle prime battute e si guadagna subito il penalty che indirizza le sorti del match. Ruvido ma efficace su Immobile al quale concede le briciole, poi un acciacco lo limita fino all’incertezza sul gol dello stesso attaccante campano. Poi esce per RRAHMANI 6 il quale ha un buon impatto sulla gara. Nessuna sbavatura e due interventi provvidenziali a sbarrare la strada verso Meret.

KOULIBALY 6: alterna interventi sontuosi ed eleganti ad alcune ingenuità figlie di una esagerata confidenza. Tende a strafare, è un grande calciatore che però ha bisogno di una guida.

HYSAJ 6,5: a conti fatti una scelta azzeccata anche se Lazzari fondamentalmente è costretto sulle sue e non è in una serata di grazia. L’albanese se lo perde due volte ma nella prima occasione il Var ritorna sull’inizio azione e concede rigore al Napoli, nella seconda la partita è già bella che andata e Muriqi spreca l’imbeccata del laterale. Elseid gioca senza particolari sbavature e addirittura è più propositivo del solito come si evince anche dal pallone che consegna ad Insigne per il 3-0 al culmine di una veloce ripartenza.

FABIAN RUIZ 6,5: meno appariscente del solito ma se possibile ancora più importante e determinante ai fini dello sviluppo del gioco partenopeo. Sbaglia quasi mai e spesso si fa apprezzare anche in fase di interdizione.

BAKAYOKO 6: alti e bassi per il gigante di centrocampo che non ha mai del tutto convinto in questa stagione. Presenza importante e discreta difesa della sfera prima di incappare in errori banali. Al suo posto LOBOTKA S.V.

ZIELINSKI 6,5: bello da vedere ma si specchia troppo e spesso perde palloni in maniera ingenua. Non un primo tempo da incorniciare ma quando si accende è devastante così come quando dal nulla si inventa la geniale giocata per il 4-0 di Mertens. Segnerebbe pure un bel gol ma è in netto fuorigioco. Al suo posto ELMAS 6, il macedone cerca di sfruttare l’avvilente scarso minutaggio e stavolta gioca benissimo i pochi minuti a disposizione andando vicinissimo al gol su assist di Lozano.

INSIGNE 8: è irritante, cerca sempre il tiro a giro, se ne potrebbe fare tranquillamente a meno ed ha uno scarso livello culturale. Così ne parlano i suoi accaniti detrattori accecati da un odio che solo chi conosce i napoletani bene può comprenderne le reali e deprimenti motivazioni. Lorenzo, che sia fuoriclasse o meno, che sia da Pallone d’oro o meno, poco importa: è forte, incide terribilmente ed è il leader indiscusso della squadra. Non sbaglia il rigore che regala il vantaggio, avvia l’azione del raddoppio con un lancio sublime per Mertens e sigla il gioiello del 3-0 in una maniera che se fosse stata eseguita da qualche altro personaggio avrebbe rilevanza assoluta. E mettici pure le tante passeggiate a chiudere da terzino…

POLITANO 7,5: l’uomo sottovalutato ed anche un po’ criticato di fine stagione scorsa ed inizio di questa in corso si è preso la sua bella rivincita in maniera devastante. L’uomo probabilmente più in forma, con una marcia in più, tanto da relegare Lozano in panca: segna il raddoppio sorprendendo Reina e gioca che è uno spettacolo, prendendo palla ed azionandosi sempre pericolosamente ed imprevedibilmente. Preziosi anche i suoi ripiegamenti difensivi a testimonianza di una condizione fisica sfavillante. Esce per LOZANO 6,5 bravissimo nei minuti a disposizione. Spina nel fianco sulla fascia sinistra biancoceleste, fa l’assist per il 5-2 di Osimhen e manda pure in porta Elmas il quale però trova Reina sulla sua strada.

MERTENS 7: non ha più lo scatto, lo sprint di un tempo, ma la classe è indiscutibile. Determinante nell’azione del secondo gol con un movimento a beffare la difesa avversaria nel tentativo di metterlo in fuorigioco; il belga poi è abile nell’agganciare e servire Politano. Non incide molto in seguito fino a quel gioiello di rara bellezza e con coefficiente di difficoltà altissimo che permette di arrivare fino al 4-0. Esce per OSIMHEN 6,5 spesso non bellissimo da vedere ma tremendamente efficace. Controlla e fulmina Reina in un nano secondo per il quinto gol degli azzurri e la sua presenza basta per mettere in ansia i difensori laziali.

GATTUSO 6: preferiamo obiettare e fare un’analisi senza farci condizionare dal risultato, che comunque stasera gli dà ragione ed anche alla grande. Siamo però dell’idea che il Napoli vive dell’immensa qualità dei singoli e che partite del genere non le vince Ringhio. Anzi non ci convince la solita scelta attendista una volta andati in vantaggio ed anche dopo il 2-0 la squadra è stata costantemente in balìa degli avversari che soltanto per sfortuna o poca lucidità non hanno trovato la rete. E non è la prima volta che su un risultato apparentemente più che chiuso si rischia di rimettere in partita l’avversario. Saremo di parte, passeremo per ostili, ma non ci convince. Mai. Meglio come radiocronista, Quagliarella docet…

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