Termina mestamente il cammino europeo del Napoli condizionato pesantemente dal risultato dell’andata; gli azzurri trovano il gol dopo 2 minuti con Zielinski e questo potrebbe incanalare il match sui binari ideali. Ed invece il Napoli non affonda, non ha particolari idee e col trascorrere dei minuti trasferisce involontariamente coraggio agli avversari che trovano il pari con Montoro. Una mazzata per la squadra partenopea già alle prese con uno stato di fiducia precario; nella ripresa Fabian Ruiz segna il gol del 2-1 che illude, entra pure Mertens ma la tanto sospirata remuntada non arriva… Gattuso è colpevole di un fallimento colossale!

MERET 5,5: sul gol del Granada è una statua, le uniche volte che deve intervenire nascono da azioni d’angolo e non è che ci faccia una bellissima figura. Ha bisogno di nuovi stimoli e ritrovata serenità perché rischia di smarrirsi.

RRAHMANI 5: nella prima mezz’ora soffre maledettamente nell’uno contro uno Molina, un attaccante che tra qualche mese si ritroverà a giocare con gli amici i tornei over 40! Timido, impacciato ed assolutamente non a suo agio nell’improvvisata linea a 3, è colpevole in qualche modo della mancata marcatura su Montoro in occasione del pareggio spagnolo. Nella ripresa gioca centrale con Koulibaly e fa molto meglio risolvendo anche qualche situazione intricata. Trova addirittura il coraggio per sganciarsi con più frequenza per aumentare la spinta offensiva della squadra.

MAKSIMOVIC 5: centrale della difesa a 3, conferma il momento difficile sotto tutti i punti di vista. Gioca alle belle statuine ed il Granada fa gol. Esentato dalla battaglia nella ripresa. Al suo posto GHOULAM 7, la notizia più bella della serata, anzi l’unica. Si piazza sulla fascia a lui tanto cara e dopo un po’ di incertezza iniziale (per lui il campo è diventata un’autentica chimera) regala sprazzi del terzino sinistro più forte d’Europa, appellattivo che si era guadagnato prima degli infortuni. Mette 3/4 palloni in mezzo splendidi che non trovano la giusta finalizzazione, è insidioso quando batte gli angoli e da corner per poco è lui a non segnare con un colpo di testa parato in maniera straordinaria da Silva. Manda in porta Mertens con la sua lunga gittata da rimessa laterale che sorprende la retroguardia del Granada. Insomma un tempo da leccarsi i baffi. Misteriose le cause dell’ostracismo nei suoi confronti: Faouzi fa la differenza pure al 50%. Sia chiaro!

KOULIBALY 5,5: inizialmente gioca per due, dovendo guidare ed intervenire spesso per sopperire alle logiche mancanze tattiche di Elmas piazzato nell’insolita posizione di esterno basso a sinistra. Bravo nel non farsi superare nell’uno contro uno ma un paio di strafalcioni da quarta serie, figli anche di stanchezza e frustrazione, sono da matita rossa.

DI LORENZO 5,5: non commette particolari errori in fase difensiva, tenta di spingersi in maniera costante in avanti ma non riesce mai nel guizzo vincente.

BAKAYOKO 6: inizia benissimo, dominando in mezzo al campo e recuperando puntualmente il possesso come in occasione del vantaggio azzurro. Sempre nel vivo del gioco, pronto a dare battaglia agli avversari, ha però un black-out nella fase iniziale della ripresa dove incappa in un paio di errori davvero marchiani. Nel finale cresce nuovamente ed è tra gli ultimi a gettare la spugna.

FABIAN RUIZ 6: uno con le sue qualità dovrebbero incidere maggiormente in una gara così importante, ma non bisogna dimenticare che non è al top della condizione. Sprazzi di tecnica superiore e l’inserimento con gol che illude per alcuni minuti le speranze napoletane. Peccato che altre favorevoli occasioni arrivino puntualmente sul piede sordo.

ELMAS 5: gioca il primo tempo praticamente da terzino sinistro e con tutta la buona volontà non ci fa una grande figura. Quasi mai arriva sul fondo ma neanche prova qualche iniziativa entrando nel campo. Nella ripresa passa qualche metro più avanti ma incide nulla, spaesato più che mai. Dopo il 2-1 Napoli esce subito per MERTENS 5,5 il quale non può fare miracoli e sembra più una mossa della disperazione, con la speranza che il belga possa inventarsi una giocata delle sue. Invece Dries quasi non la vede e di lui si ricorda un appoggio forse un po’ troppo pigro per l’accorrente Zielinski.

ZIELINSKI 6,5: dopo due minuti taglia in due la squadra iberica e piazza la giocata che può cambiare le sorti della serata, della stagione e del cammino europeo. Pura illusione perché il Napoli tutto è tranne che una squadra con un’identità e puntualmente si perde. Ma Piotr è il calciatore più continuo in questa nefasta serata, quello dalle idee più chiare ma predica nel deserto e tutto si fa tremendamente difficile.

INSIGNE 5: gioca un po’ dove gli pare nel caotico scacchiere di mister Gattuso. Corre tanto, inventa il filtrante per Fabian Ruiz che segna il 2-1 ma è anche autore di tanti tiri di fattura più che scadente. Anche il capitano ha alzato mestamente bandiera bianca.

POLITANO 5: anche lui cerca con volontà di sopperire alla pochezza dell’attacco napoletano che, è sì spuntato e senza i suoi terminali migliori, ma paga una totale mancanza di alternative tattiche. Matteo è un pesce fuor d’acqua, non riesce mai ad accendersi e quando può farlo nel finale, è ormai cotto a puntino e si incarta.

GATTUSO 4: si entra in campo ed il suo viso è già tutto un programma di quello che sarà. Si inventa uno schieramento discutibile lasciando per un tempo la fascia sinistra orfana di un naturale cursore; ci ripensa nel secondo tempo ed infatti è un’altra musica. Ghoulam in 45 minuti mette a nudo l’insensato ostracismo nei confronti dell’algerino. La difesa non ha gli automatismi che possano garantire di evitare figuracce ad ogni partita. Il Napoli in pochi mesi si è totalmente auto-distrutto e non ci sono infortuni che tengano; questo Granada, di una mediocrità imbarazzante, ha dovuto far fronte ad un numero di infortunati in serie degno del Napoli. Eravamo tra quelli ad avere fiducia nel Gattuso allenatore ma difendere energicamente un pensiero è da stolti ed è già da un po’ di tempo che il tecnico calabrese ha dimostrato che non è ancora pronto a certi livelli. Il Napoli ha toccato il fondo e questa eliminazione non va sottovalutata ma assolutamente condannata e clamorosamente criticata. Non si può più continuare così, è evidente!