Tante analisi, tanti complimenti all’Atalanta, forse fin troppi approfondimenti su una gara non particolarmente piacevole, dai ritmi quasi blandi e che ha visto semplicemente prevalere la squadra che al momento riesce ad ottenere tutto in maniera naturale, facile, direi fisiologica. Ed il Napoli, probabilmente meglio così, termina una lenta e scontata agonia che non avrebbe fruttato nessun ribaltone; gli orobici volano addirittura a +15 e chiudono il discorso legato alla qualificazione alla prossima Champions Leaugue. Dicevamo gara poco esaltante, il Napoli nei primi 45′ pare stare addirittura meglio in campo ma manca mordente e gli avanti sono particolarmente evanescenti. Nella ripresa poi gli azzurri si fanno male da soli ed in 10 minuti regalano l’intera posta in palio agli avversari che, figuriamoci , non se lo lasciano ripetere due volte: Fabian Ruiz intercetta un pallone pericoloso in area di rigore partenopea ma vuole uscire dalla stessa in maniera leziosa perdendo la sfera e spalancando le porte a Pasalic (che raccoglie il servizio al bacio del Papu Gomez) del vantaggio. Pochi minuti dopo il Napoli si fa cogliere nuovamente impreparato e l’Atalanta fa 2-0 in una maniera che racchiude tutto il proprio magic-moment; Toloi può calciare da posizione favorevole ma svirgola come neanche sui campetti tra scapoli e ammogliati, quella che rischia di diventare una figuraccia si tramuta in assist millimetrico per Gosens che da terzino segna il gol numero 9 in stagione! Ormai è finita ma il Napoli fa in tempo a certificare la serata storta mancando in diverse occasioni la possibilità di riaprirla. Gattuso ha poco più di un mese per preparare la partita dell’anno, a Barcellona…

OSPINA 6: devia in angolo un tiro dalla distanza di Gomez, successivamente su piazzato dello stesso argentino esce in maniera non proprio elegante e si fa male. Resta qualche minuto a terra sanguinante e viene sostituito da MERET 6 a cui non resta altro che raccogliere due palloni dal sacco…

DI LORENZO 5: l’inizio gara è molto incoraggiante e fa presagire chissà cosa, Giovanni invece col passare dei minuti si smarrisce, non offende e si perde pure Gosens che gli fa venire il mal di testa.

MAKSIMOVIC 5: nella prima frazione soprattutto evidenzia i propri limiti quando ha tanto campo da coprire alle spalle. Duvan è cliente scomodo per tutti si sa ma Nikola viene letteralmente travolto dal ciclone colombiano.

KOULIBALY 5: potrebbe apparire un voto troppo ingeneroso, in effetti il senegalese è il migliore della retroguardia, quasi mai sbanda, ma è anche vero che ha due occasioni di testa troppo favorevoli per segnare ed invece spreca in maniera davvero goffa e scomposta.

MARIO RUI 5,5: si fa apprezzare per volontà, dinamismo, tenacia ma sbaglia qualche lancio e cross di troppo e si fa ammonire nel finale, come al solito…

ZIELINSKI 6,5: nel grigiore generale emerge un rivalutato Piotr ormai riconosciuto leader tecnico della squadra. Corre tanto e prova a metterci anche tanta qualità ricevendo però poca collaborazione; una giocata spaziale di tacco manda in porta Fabian Ruiz che potrebbe riaprirla ma lo spagnolo non vuole saperne. Lodevole per continuità e per il fatto che non ha mollato di un centimetro.

DEMME 6: nei primi 45′ è straordinario, costringe Gomez ad abbassare notevolmente il proprio raggio d’azione, è su tutti i palloni intuendone prima la direzione delle traiettorie. Nel secondo tempo è spettatore inerme delle fiammate bergamasche decisive, travolto dagli eventi ed apparentemente sulle gambe alza bandiera bianca e viene sostituito da LOBOTKA 6 il quale non è che combini chissà quale grande giocata ma conferisce onestamente una positiva sensazione di trovarci al cospetto di un calciatore che saprà farsi apprezzare. Ha tecnica, non si lascia mai travolgere, ha struttura ben piantata a terra… insomma un elemento affidabile.

FABIAN RUIZ 4: passa dai fasti di domenica scorsa al disastro di Bergamo, il suo match può essere sintetizzato con il regalo per il vantaggio atalantino e il gol mangiato solo davanti a Gollini con la porta spalancata, rete che avrebbe potuto riaprire l’incontro.

POLITANO 4,5: vi diciamo subito la nostra impressione, non si è ancora calato del tutto nella realtà partenopea tanto da avere la giusta autostima. Le sue sono giocate scolastiche, prevedibili, timide; mai un sussulto, mai una iniziativa con la personalità necessaria. Torna sul sinistro entrando nel campo come piace a Gattuso ma finisce con l’imbottigliarsi nel traffico senza tirare o regalare giocate di una qualità che tra l’altro possiede. Negativo. Al suo posto CALLEJON 5,5 non può cambiare le sorti di un incontro compromesso ma non è che entri con la necessaria concentrazione e determinazione. Sbaglia il primo tocco della partita in maniera scellerata, batte due corner ed una punizione che è meglio non parlarne…

MERTENS 5: il Napoli all’inizio prova a tessere trame interessanti ma il belga non riesce ad accendersi e fornire il suo solito contributo. Anonimo. Esce per MILIK 5, il polacco pare avere un buon impatto ma è un fuoco di paglia. Spreca una potenziale buonissima occasione da gol bisticciando con il pallone e le proprie gambe e finendo per le terre.

INSIGNE 4,5: a mente fredda rifletti e pensi che dai primi minuti della prestazione di Lorenzo si poteva già intuire l’esito del match. Il capitano sempre illuminante sbaglia in serie appoggi elementari, servizi scolastici e regala a Gollini un pallone comodo invece di tentare la stoccata per il vantaggio partenopeo. Imbarazzante, mai in partita. Al suo posto LOZANO 6,5 che trasforma clamorosamente la serata sin qui comoda dei difensori orobici. Infatti Gasperini da quel momento cambia marcature a ripetizione ed inizia a preoccuparsi; non lo prendono il messicano che si gira e scappa in un fazzoletto. Se solo fosse più solido fisicamente e acquisisse maggiore fiducia..

GATTUSO 6: potremmo scrivere tante cose, alcune belle altre meno relativamente alla gara di Bergamo. Ma rinviamo il giudizio a quando si farà tutto terribilmente più serio ed importante e cioè all’incontro di Barcellona…