Il Napoli attraverso una decisa e corposa inversione di tendenza riesce allo stadio Diego Armando Maradona ad annichilire una Fiorentina mai doma. Gli azzurri infatti diversamente dalle precedenti prestazioni non vanno per il sottile e soprattutto preferiscono essere cinici, non intestardendosi con un inutile possesso palla. Il vantaggio arriva grazie ad una iniziativa del solito Lozano, il “Chucky” dalla destra mette in mezzo forte e basso per Petagna il quale in un amen ha il merito di girare per Insigne che di destro di prima intenzione pesca l’angolo e batte Dragwoski. I viola non si abbattono, anzi, i ragazzi di Prandelli riescono più di una volta a farsi insidiosi dalle parti di Ospina ma con scarso successo; il Napoli trova il 2-0 con una micidiale ripartenza che vede ancora una volta Petagna in versione assist-man, è Demme a ribadire in scivolata il pallone del raddoppio. A questo punto l’autostima dei partenopei sale ai massimi livelli e mette in evidenza la grande tecnica individuale di cui sono in possesso: il gol del 3 a 0 è opera di Lozano, un gol alla Callejon (oggi avversario) ma il merito assoluto è tutto del capitano Insigne che recupera palla e si inventa una giocata da vedere e rivedere. Prima della fine della frazione c’è ancora il tempo di un’ennesima perla, quella del polacco Piotr Zielinski che dal limite dell’area dopo aver eluso il tentativo di Castrovilli mira l’angolo con un preciso destro che beffa l’estremo difensore viola. Nella ripresa la Fiorentina approfitta un po’ di un Napoli che ha leggermente mollato concentrazione e attenzione, e si fa pericolosa in più di un’occasione. Superati i primi 20 minuti di difficoltà (plausibili), il Napoli ritorna a macinare calcio e trame apprezzabili. Un’altra micidiale ripartenza del Napoli consente ad Insigne di arrotondare ulteriormente il risultato dal dischetto; è Bakayoko, abile a seguire il ribaltamento dell’azione, a guadagnarsi il penalty per uno sgambetto di Castrovilli. Nel finale il solito giro di cambi che tra l’altro vedono il ritorno in campo di Dries Mertens e l’esordio di Antonio Cioffi, diciottenne prodotto della cantera azzurra; ma è l’altro subentrato Matteo Politano a mettere il timbro finale sulla partita con una serpentina e un sinistro chirurgico. E’ 6-0 ed il Napoli di Gattuso può guardare alla sfida di Supercoppa di mercoledì contro la Juve con il morale a mille.

OSPINA 7: impeccabile da libero aggiunto, stavolta non sbaglia nulla ed addirittura è determinante nel ribaltamento dell’azione che porta al rigore del 5 a 0 azzurro. Non mostra nessun timore sulle uscite alte ma il capolavoro lo fa su un tiro a botta sicura di Ribéry da 5 metri nel primo tempo con il risultato ancora in bilico.

HYSAJ 6,5: l’albanese torna nel suo ruolo di origine per la la squalifica di Di Lorenzo ed assolutamente non ne fa sentire la mancanza. Molto concentrato nella fase difensiva, raramente si sgancia ma il suo apporto è comunque considerevole.


MANOLAS 6,5: non parte benissimo, si lascia sorprendere da alcuni movimenti di Ribery e Vlahovic al quale rifila goffamente anche un calcione provocando una punizione da posizione pericolosa. Poi cresce in maniera poderosa e lascia le briciole agli attaccanti avversari. Nel finale esce per RRAHMANI S. V.


KOULIBALY 7: il senegalese non ci ha messo molto ad entrare subito in condizione e contro la Viola è autore di una prestazione sontuosa. Impeccabile negli anticipi e nelle letture, si rende autore di un salvataggio sulla linea di notevole caratura.


MARIO RUI 6,5: il portoghese si riscatta alla grande dopo un periodo di appannamento. Nessun problema dal punto di vista difensivo ed una buona spigliatezza nel dialogo stretto con i compagni di squadra; determinante nell’azione del 4 a 0 di Zielinski al quale serve il pallone decisivo.


DEMME 8: è l’uomo dell’equilibrio, ma non solo. Determinante dal punto di vista tattico, è come già detto più volte l’uomo perfetto al fianco di Bakayoko. Diego toglie il respiro a Ribéry e a chiunque osi entrare nella trequarti partenopea ma non si limita al semplice lavoro di rottura. Si fa trovare sempre libero per ricevere il passaggio, si propone per l’inizio dell’azione offensiva, contende qualsiasi pallone dal primo all’ultimo minuto. In realtà è anche difficile esprimere in poche parole quello che si evidenzia agli occhi dello spettatore, il centrocampista italo-tedesco è attualmente pedina imprescindibile. E se poi ci aggiungi quella corsa di 60 metri a seguire l’azione offensiva culminata con la spaccata sull’ assist di Petagna per il 2 a 0… Ciclone.


BAKAYOKO 7: siamo innamorati della coppia formata da lui e Demme, lo schermo ideale e solido che consente al Napoli di essere meno perforabile e maggiormente tutelato quando le forze offensive sprigionano i loro attacchi. La sua tranquillità nella protezione della sfera sembra quasi irridere la pressione avversaria, trova anche il tempo di spingersi in avanti e conquistarsi il penalty del 5-0.


ZIELINSKI 7: la posizione tra le linee del polacco mette in continua difficoltà lo schema tattico della Fiorentina. Una sua accelerazione consente a Petagna di servire il 2 a 0 a Demme, poi si mette in proprio per il gioiello del 4-0 che chiude il primo tempo. Una ripresa con meno spunti ma tanta sostanza prima di essere sostituito nel finale da ELMAS S.V.


LOZANO 7,5: ancora lui, sempre grande protagonista, la scheggia impazzita sulla fascia destra partenopea. Ed è Hirving a far saltare il banco già dopo pochi minuti: la sua incursione manda in tilt Igor ed il suo cross basso e teso consente a Petagna di servire ad Insigne il gol che sblocca il match. Ma il nuovo Lozano non è solo un grande attaccante ma un calciatore universale che ha imparato il lavoro sporco e di sacrificio anche nei continui ripiegamenti difensivi. E fa anche un po’ impressione guardare Callejon con la maglia viola ed il Chucky segnare il gol del 3 a 0 un po’ come faceva José sull’immancabile imbucata al bacio di Insigne. Il messicano in occasione della rete si infortuna pure e fa venire i brividi a tutti i tifosi partenopei, fortunatamente nulla di grave. Qualche altro scontro ad inizio ripresa suggerisce a Gattuso di esentarlo in vista della sfida di mercoledì, al suo posto POLITANO 6,5: niente da fare, conferma che da subentrato è tutt’altro calciatore. Corre a velocità doppia, è protagonista nell’azione che porta al rigore realizzato da Insigne e sale in cattedra nella strepitosa serpentina e relativo sinistro chirurgico che fissa il risultato sul tennistico 6 a 0. Arma devastante.


PETAGNA 7: il bomber di scorta divenuto negli ultimi tempi titolare per forza maggiore si lascia alle spalle le tante critiche piovutegli addosso rimboccandosi le maniche e giocando con una straordinaria concentrazione ed intelligenza. Non segna ma i suoi due splendidi assist, per Insigne prima, e Demme poi, spianano la strada per il successo dei suoi. Un gran lavoro da combattente che compensa quelle lacune di natura strettamente tecnica. Esce stremato e zoppicante per far posto a MERTENS S.V.


INSIGNE 7,5: ennesima ciclopica risposta di Lorenzo ai suoi ignobili detrattori. Il capitano, pedina straordinariamente fondamentale per gli equilibri del Napoli, quasi la vince da solo; realizza il gol del vantaggio con un preciso destro nell’angolino, poi recupera in mezzo al campo il pallone che aziona la furia di Zielinski nell’azione del raddoppio, mentre il 3 a 0 di Lozano è semplicemente da antologia del calcio. Il 24 partenopeo dopo aver recuperato l’ennesima sfera agli avversari si fa beffe di loro servendo al messicano un assist che neanche alla PlayStation… Nella ripresa semplice lavoro di ordinaria amministrazione ed il gol dal dischetto che gli vale la doppietta. Esce per CIOFFI S.V. il ragazzo appena diciottenne ci sa fare e si vede, gioca di prima il pallone con naturalezza. Per lui sicuramente una giornata indimenticabile.

GATTUSO 7: il risultato non ammette repliche, il tecnico riesce ad ottenere finalmente una straordinaria percentuale tra occasioni create e reti messe a segno. Un po’ di sofferenza dopo il vantaggio figlia di quella tranquillità che ancora manca del tutto e che probabilmente anche Ringhio stenta a trasmettere a causa della sua assoluta elettricità a bordo campo (devo ammettere che ad un certo punto ho sentito urlare anche il mio nome). L’assenza per Covid-19 di Fabian Ruiz lo mette in condizione di schierare senza indugi quella coppia Demme-Bakayoko che ci piace tanto e che consideriamo un’autentica “Linea Maginot” attraverso la quale il Napoli può davvero fare le proprie fortune. Il lavoro su Lozano è stato sensazionale e Rino sta raccogliendo i frutti; stanno ritornando anche tutti gli infortunati. Perché non provare ad accelerare per qualcosa di importante?