Inventata per aiutare i fumatori a “disintossicarsi” e smettere di fumare, la sigaretta elettronica è diventata ormai una moda tra gli adolescenti. Al contrario della tradizionale sigaretta, all’apparato respiratorio giunge vapore invece che i prodotti della combustione del tabacco. La domanda che però molti si pongono è: “svapare” fa male?

Ce lo ha spiegato il Dottor Carlo Alfaro, medico pediatra e adolescentologo Dirigente Medico di I livello presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi della ASL NA3Sud, Responsabile del Settore Medicina e Chirurgia dell’Associazione Scientifica SLAM Corsi e Formazione, e Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA)

La sigaretta elettronica viene utilizzata da molti come sostitutivo della sigaretta, per controllare la dipendenza dei fumatori dalla nicotina. È effettivamente efficace come strumento per smettere di fumare?

Dato che è difficile rimuovere il bisogno di fumare in chi è dipendente dalla nicotina, motivo per cui la maggior parte dei metodi tradizionali per smettere è gravato da elevata incidenza di fallimenti, questi nuovi dispositivi messi a punto dalla tecnologia puntano a far sì che fumare faccia meno male del fumo di tabacco. I sostituti elettronici della sigaretta si basano sul principio di ingerire nicotina attraverso dispositivi che non producono combustione di tabacco e carta che genera la produzione di sostanze cancerogene: le sigarette elettroniche (e-cig) realizzano il riscaldamento anziché la combustione della nicotina (in soluzione liquida), mentre i device HNB (heat-not-burn), di più recente introduzione, come le IQOS riscaldano il prodotto (tabacco reale, non soluzione liquida) senza bruciarlo, generando un aerosol (sigarette senza combustione). Secondo gli studi, questi dispositivi rappresentano il mezzo senz’altro più efficace per creare un’alternativa al fumo di tabacco nei fumatori, anche se molti sono diventati fumatori “duali”, cioè fruitori sia delle sigarette tradizionali che delle e-cig. Tuttavia, quello che è più allarmante è che le e-cig, complici anche gli ‘aromi’ che vengono aggiunti ai liquidi dello svapo e le rende molto gradevoli, sono diventate popolari anche tra i giovani che ancora non sono fumatori, con una pericolosa iniziazione alla nicotina di adolescenti che non fumavano sigarette.

Diversi studi hanno fatto notare come nel vapore prodotto dalle sigarette elettroniche possa esserci la presenza di sostanze potenzialmente dannose. “SVAPARE” fa effettivamente male?

Negli Stati Uniti sono stati segnalati oltre 1800 casi negli ultimi mesi di “sindrome da svapo”, uno stato infiammatorio acuto bronco-polmonare che potrebbe essere causato da componenti dei liquidi delle sigarette elettroniche. Lo svapo potrebbe anche esporre a infezioni virali polmonari. Anche se l’utilizzo delle e-cig è troppo recente per poter trarre delle conclusioni definitive, sembrerebbe che chi fuma sigarette elettroniche ha comunque meno rischi per la salute rispetto ai fumatori di sigarette tradizionali, ma sempre maggiori di un non fumatore. Dunque, meglio svapo che fumo, ma meglio ancora nessuno dei due!

Quindi, quali potrebbero essere i danni provocati dallo “svapo”? E la cancerogenicità?

Non si conosce bene il meccanismo di questi danni polmonari. Potrebbe trattarsi di una polmonite chimica o entrare in gioco un abbassamento delle difese locali polmonari. Il vapore della e-cig espone gli utilizzatori alla nicotina e ad altre sostanze chimiche dannose, ma in modo meno potente e rischioso sicuramente di quanto avviene con la combustione del tabacco. Gli effetti a lungo termine, come la cancerogenicità, devono ancora essere adeguatamente approfonditi. Il fumo di sigaretta rappresenta comunque il principale fattor di rischio evitabile per cancro del polmone, tutto ciò che può ridurre il fumo di tabacco potrebbe essere utile a salvare vite umane. Nella sigaretta elettronica, non essendo presente la combustione verrebbero a mancare i residui tossici dovuti a questo processo (catrame, idrocarburi policiclici aromatici) che sono altamente cancerogeni. Tuttavia, negli USA la Food and Drug Administration ha messo in guardia sui potenziali rischi collegati alla presenza nelle e-cig di noti componenti cancerogeni quali le nitrosammine e la formaldeide.

Ci sono molte differenze nelle e-cig in commercio in termini di composizione e temperatura di vaporizzazione. Quali le differenze? Che cosa si inala?

I preparati disponibili sul mercato differiscono innanzitutto per la concentrazione di nicotina, generalmente compresa tra 6 e 26 mg/ml (ci sono anche tipi senza nicotina). La nicotina nelle e-cig è racchiusa in un liquido nelle apposite cartucce, assieme a una miscela chimica composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo e sostanze aromatizzanti. Tale miscela passa dallo stato liquido a quello di vapore per effetto del calore grazie a un atomizzatore (vaporizzatore). Il vapore viene inalato dall’utilizzatore tramite il filtro del dispositivo, provocando una sensazione simile al fumare la sigaretta. In un tentativo di disuassefarsi dalla dipendenza dal fumo, si potrebbe tentare di abbassare progressivamente la concentrazione di nicotina della cartuccia del dispositivo elettronico.