A San Gregorio Armeno con suor Irene, di Chiamami Iris di Vincenza Alfano

Nell’ambito della manifestazione Innamorati di Napoli che, organizzata dal Comune, si ripropone puntualmente a San Valentino, il prossimo 16 febbraio, l’autrice Vincenza Alfano, nei panni del Cicerone illustre, e la Guida turistica, Felicia Paragliola, condurranno i lettori passati e futuri nei luoghi del romanzo Chiamami Iris, (L’Erudita, 2018), replicando la visita dell’anno scorso. L’evento, come molti altri dei quasi 50 previsti nell’ambito dell’iniziativa, è sold out, ma probabilmente sarà possibile aggiungersi al folto gruppo e magari (perché no? Suggeriamo) immaginare che il mini-tour possa essere replicato prossimamente.

Che i personaggi letterari vivano una sorta di vita propria fuori dalla mente dello scrittore è la suggestione, tramandata da Pirandello, che ha ispirato una serie di iniziative culturali molto interessanti, nella nostra città, sulle tracce dei romanzi più popolari: da “L’amica geniale”, alla saga del Commissario Ricciardi, ai tour narrati di Mergellina con Pino Imperatore, autore che ha collocato i personaggi dei suoi gialli umoristici nell’antico quartiere napoletano.

La visita a san Gregorio Armeno svolta in parallelo con la lettura delle pagine di un romanzo prevalentemente ambientato in convento, regala ai “viaggiatori letterari” una irripetibile sinfonia di emozioni.

Entrando nel chiostro, sembra quasi che da un momento all’altro si possa sentire la voce di questa bambina, immediatamente amata dopo l’incontro nelle prime pagine del romanzo. Seguendo il percorso, trasportati dalle dotte indicazioni della guida e dalle letture commoventi dalle labbra della autrice, sembra di intravedere in un angolo del convento questa suora infelice alla ricerca di un riscatto.

Iris, che è suor Irene, entra nel cuore del lettore per le sofferenze di cui è vittima. Fin da subito viene spossessata della sua identità, di figlia e poi di donna. Il destino, se esiste qualcosa che possa essere definita destino, o piuttosto il caso che sovrasta la vita di ognuno, la pone in condizione di subire reiteratamente le scelte altrui che si abbattono implacabili sulla sua esistenza.

L’essere costantemente in balia degli eventi come vittima del Fato di ellenica memoria, la iscrive nella sequela delle eroine tragiche, fino alla svolta narrativa.

Lo spessore universale del personaggio, una donna che cerca di conquistare il diritto di scegliere per la sua vita, colloca la storia fuori dal tempo e profondamente nel cuore di chi la incontra.

La scrittura lirica e carezzevole di Vincenza Alfano riesce a consolare il lettore che arranca nel seguire il percorso sussultorio della vita di Iris/Suor Irene. Ognuno vorrebbe stringere a sé questa bambina o accarezzare questa giovane donna.

La visita nel complesso monacale di San Gregorio Armeno, oltre a consentire la meravigliosa scoperta di un luogo incantevole, magari prima sconosciuto, della nostra città, riappacifica da quel tumulto di sentimenti che il romanzo ha certamente scatenato nel lettore e lo rende più sereno, quasi felice.