La scorsa settimana presso l‘Institute Français, si è tenuta la conferenza stampa del concorso di arti grafiche “UN LOGO PER IL CENTENARIO DELL’INSTITUT FRANÇAIS NAPOLI”. Il concorso è realizzato in collaborazione con l’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI e l’ÉCOLE ESTIENNE DI PARIGI. Nel corso della presentazione è stato proclamato il vincitore in presenza della giuria: Il primo premio è stato assegnato a Lou LEGRAS dell’École Estienne di Parigi, “per l’eleganza della proposta grafica, la sua efficienza narrativa e la sua capacità a mettere in rilievo la ricca storia del Grenoble”. Il secondo posto è andato a Valeria Criscuolo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli per “la sua audacia formale, il suo spirito d’innovazione e la sua coerenza grafica”.
La prima classificata è stata premiata con un soggiorno di una settimana a Napoli all’Institut Français e avrà il privilegio di rappresentare con il proprio lavoro le celebrazioni del centenario dell’Institut Français di Napoli. La seconda classificata è stata premiata con un soggiorno di un week-end a Parigi alla Cité internationale des arts.

Sono intervenuti GAETANO DANIELE, Assessore alla Cultura e Turismo del
Comune di Napoli, PHILIPPE APELOIG graphic designer, LEONARDO SONNOLI graphic designer, GIULIO BAFFI Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, ANNIE-CLAUDE RUESCAS Preside dell’École Estienne di Parigi e l’ambasciatore francese in Italia, Christian Masset e il console generale Laurent Burin Des Roziers, che ha fatto gli onori di casa, dato che l’edificio è anche la sede del consolato francese.

Al termine della proclamazione dei vincitori è stata inaugurata la mostra di tutti i lavori dei partecipanti allestita presso le sale dell’Institut français Napoli che resterà esposta fino al 14 febbraio.

Le celebrazioni del centenario vedranno nuove iniziative con appuntamenti di arte, cinema, letteratura e spettacolo per promuovere l’incontro e gli scambi tra prestigiosi artisti della scena culturale franco-partenopea, e le due culture in generale.

Nel corso dell’anno saranno invitati scrittori, artisti e registi francesi e napoletani a discutere sulle “Leçons et Dialogues du centenaire”. Il 13 gennaio Toni Servillo ha tenuto una lezione sulla figura di Louis Jouvet. Seguiranno tra gli altri nomi come Jean-Philippe Toussaint, Amélie Nothomb, Catherine Cusset, Maylis de Kerangar, Erik Orsenna, Philippe Lançon, Iasmina Reza, Gilles Kepel, Laurent Pelly, Jose Montalvo, Ariane Mnouchkine, Mathieu Sapin, Stéphane Brizé, Noémie Lvovsky, Benoit Jacquot.

Per il cinema, è in programma un ciclo di film dedicati al centenario dedicato a Napoli e la Francia: tra le pellicole che saranno proiettate: “Cadaveri eccelenti”, “Le Mépris”, “Plein Soleil”, “Naples au baiser de feu”, “Il Giudizio universale”, “Toto’ a Parigi” e “Luisa Sanfelice”.

All’interno della programmazione dell’Institut, per la sezione dedicata all’arte avranno luogo presentazioni di mostre di artisti francesi per i quali Napoli fu una fonte d’ispirazione importantissima: Ernest Pignon-Ernest, Simon Clavière, Renaud Auguste-Dormeuil e Yves Jeanmougin.

La gastronomia avrà il suo spazio, con il Banquet du centenaire il 21 marzo, la musica popolare con un concerto del Neapolis Ensemble il 6 maggio, e ci saranno momenti di festa con il Ballo in maschera du centenaire il 21 giugno.

Infine a settembre avrà luogo un seminario, incentrato sulla tesi di Sandrine Iraci sulla nascita e lo sviluppo dell’Istituto francese di Napoli, con la partecipazione di Gilles Pécout, specialista della storia franco-italiana, rettore dell’Académie de Paris, ma anche di altri ex-direttori, insegnanti e studenti del Grenoble, come Dominique Fernandez e Jean-Noël Schifano.

Nel 2019 l’Istituto francese di Napoli sarà inoltre partner della Città di Napoli, della regione Campania, delle università, delle grandi istituzioni e dei festival napoletani durante tutto l’anno, come il Real Teatro di San Carlo, il Museo e Real Bosco di Capidomonte, il MANN, il Museo Madre, il Teatro Bellini, il Teatro Stabile Napoli, il Napoli Teatro Festival, il Comicon, il Napoli Film Festival, ArteCinema, Venezia a Napoli, Piano City, Corti Sonanti, Omovies e molti altri.

Ma l’istituto di lingua francese non è nuovo a queste collaborazioni con enti sociali e culturali campani. Da un secolo l’Istituto francese fa da ponte tra Napoli e la Francia. La sua storia variopinta nel corso degli anni ha contribuito attivamente alla vita culturale del capoluogo partenopeo. L’università di Grenoble originariamente era situata a Palazzo Corigliano. Poi, nel 1933, si trasferì a via Crispi. Nei primi decenni il Grenoble era frequentato solo dalla più ricca classe borghese, poi qualcosa è cambiato, e nella seconda metà de XX secolo, l’istituto ha avuto una svolta radicale, ha aperto le sue porte a tutti coloro che volevano iscriversi. Ciò avvenne solo grazie al duro lavoro del direttore, Jean Digne che vi portò eventi, cineforum, artisti di strada, e circensi.

Il Grenoble fu visitato anche dal presidente Francois Mitterand nel 1987. Lo scrittore francese Jean-Noel Schifano, ne fu direttore dal 1992 al 1998, periodo di cui parla nel suo libro “Dizionario appassionato di Napoli”. Tra i tanti tanti personaggi che nel corso degli anni hanno fatto visita alla celebre accademia francese, si ricordano i nomi di André Gide che nei suoi giardini, nel giugno 1950, pronuncio’ il suo ultimo discorso, qualche mese prima di morire: “À Naples – Reconnaissance à l’Italie”, Julia Kristeva, Georges Simenon, Jacques Derrida, Michel Tournier, Jean-Michel Wilmotte , Erik Orsenna, Hector Bianciotti. Ancora, Umberto Eco, Mimmo Jodice, Jacques Roubaud, e Jorge Semprun, che al museo di Capodimonte trovò ispirazione per un nuovo romanzo, affascinato dalla città e dalla “Giuditta” di Artemisia Gentileschi. l‘Institute Français un luogo carico di storia e di cultura che non finirà mai di stupire ed insegnare.