In tema di risorse e tasse per le città si attendono tempi bui, perché con la nuova manovra del Governo Conte 2 i soldi arriveranno, ma molto contingentati. Un problema per una città come Napoli che, con la rivoluzione arancione di De Magistris partita ormai 9 anni or sono, quotidianamente si batte con orgoglio per un nuovo riscatto. Un baluardo dell’ex magistrato è proprio la rinascita non solo di Napoli ma di tutti i suoi cittadini. ‘’Dal Governo non arriveranno soldi perché i comuni sono stati falciati negli ultimi anni in maniera incredibile –ha spiegato questa mattina il primo cittadino ospite dell’emittente radiofonica Rtl 102.5–‘’.

A livello nazionale il debito rappresenta una spada di Damocle per le tasche dei cittadini, non tanto per il fatto di esistere, che è normale poiché è la forma più comune per emettere moneta. Ciò che invece ‘’pesa’’ è la sua sostenibilità e il suo costo sociale, in termini di interessi (tassa indiretta) e di inflazione (tassa occulta) eventualmente generati.  ‘’Il debito del paese lo hanno pagato soprattutto i contribuenti attraverso i comuni, in manovra di bilancio c’è qualcosina ma siamo lontani dal dar fiato alle città. – continua De Magistris – Non si comprende che se si fanno ripartire le città ripartono i servizi, la qualità della vita, si fanno più investimenti, imprenditori possono aprire attività soprattutto i giovani. Ma questo nessun governo lo capisce. Ormai dopo quasi 9 anni di attività da sindaco non ho mai trovato un Governo che ha deciso di invertire la rotta e rilanciare il paese attraverso le comunità, i territori e le città’’.

L’ex pm però è convinto nel suo ideale di rilancio, una ricetta tutta personale che, secondo alcuni, prelude ad una sua futura candidatura forse a livello nazionale con il suo movimento, DeMa, che sta crescendo non solo in Campania. Proiettare il suo partito fuori dai confini regionali infatti, potrebbe significare prepararsi per le prossime politiche. ‘’Noi abbiamo il compito di non lamentarci – spiega – ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di muovere l’economia circolare. Io a Napoli ho puntato molto come sapete su cultura, turismo, ‘made in Naples’, economia circolare però per i servizi occorrono soldi: più autobus, parchi puliti e quindi più giardinieri che non possiamo assumere. Con la quota 100 stanno andando in pensione. Il Governo Conte 1 promise che ci sarebbe stato il ricambio con i giovani che non c’è stato. L’età media del comune di Napoli è di 60-62 anni, stessa cosa nelle società partecipate, il personale diminuisce e quindi il paese è ovvio che non riparte. Altro tema la messa in sicurezza dell’Italia sempre più fragile: cadono ponti, alberi, cornicioni. Se il Governo investisse nella manovra di bilancio sulla messa in sicurezza, noi apriremmo cantieri e creeremmo posti di lavoro e avremmo città più sicure, più turismo e benessere. E’ banale, ma nessuno lo fa’’.