Sorprende ma fino ad un certo punto, ha del clamoroso ma c’era da aspettarselo; insomma il Giudice Sportivo nella persona di Piero Sandulli (che non si smentisce mai) ha confermato il giudizio avverso alla società di De Laurentiis, dopo essersi preso un giorno ancora in più per discutere e decidere sulla “non” partita della terza giornata di campionato quando il Napoli, su preciso divieto dell’Asl competente, non partì per Torino per la sfida del 4 ottobre che lo vedeva avversario della Juventus. Qualche settimana prima era stato ratificato un accordo, il tanto discusso Protocollo, che prevedeva che le squadre non potevano rifiutarsi di giocare se non ci fosse stato un numero definito di positivi al Covid-19 (in realtà si parla di 13 giocatori negativi per squadra affinché si possa disputare il match); altro punto chiaro, fondamentale e centrale di tale protocollo però è il fatto che il tutto è comunque subordinato alla competenza delle Asl, chiaramente organi supremi per quanto concerne la sicurezza e la salute delle persone. Un concetto che poteva far sembrare assolutamente una pagliacciata il teatrino andato in scena quella sera: l’annuncio che la gara si sarebbe giocata regolarmente da parte del sito juventino che addirittura proponeva nelle imminenti ore di avvicinamento alla partita quella che sarebbe stata la formazione titolare con tanto di aggiornamenti come se nulla stesse accadendo, ignorando che il Napoli se ne stava tranquillo nel ritiro di Castel Volturno. E mettiamoci pure le mille persone che occupavano i gradoni dello stadio nonostante la temperatura per nulla mite (qualcuno che si è pure lanciato in un’esultanza di fine gara a dir poco surreale). Situazione grottesca e figuraccia spaziale. In quei giorni poi, vista l’ostilità subito espressa dalla Lega nei confronti del Napoli una domanda è sorta spontanea: non poteva la stessa Lega imporsi e prendersi la responsabilità suprema ergendosi a massimo organo decisionale invitando il Napoli a presentarsi, magari anche posticipando di un solo giorno la gara?

Fatto sta che la sicurezza ostentata da Agnelli che nella stessa serata incriminata si era affannato a rivendicare le proprie sacrosante ragioni da persona (e da società sempre corretta ed incline ad accettare le decisioni!!!) aveva già lasciato presagire ad una impossibilità di successo nei ricorsi alla decisione. Filtrava ottimismo dopo la discussione-fiume di ieri nella quale il Napoli (anche attraverso filmati ed attestati sanitari) presentava le sue ragioni ed anche stando ai tanti interventi da parte di avvocati interpellati nelle varie radio nazionali; la logica faceva credere ad un passo indietro del Giudice, in fin dei conti i campionati vanno giocati sul campo…(purtroppo i doppi sensi quando c’è la Juventus per lo mezzo nascono da soli ed arrivano al lettore come se fossero voluti!).

Niente, il signor Sandulli è stato irremovibile: sconfitta a tavolino e punto di penalizzazione per aver obbedito ai medici in periodo di pandemia, in periodo dove le Asl vietano ai calciatori di raggiungere le nazionali (ma come, non era vietato?). E cosa ancora più grave, il giudice si è lasciato andare ad un eloquente “comportamento teso a precostituirsi, per così dire, un “alibi” per non giocare quella partita“, che suona, almeno per chi vi scrive come una dichiarazione di gravità indicibile, degna del miglior salotto padano di “Tiki Taka”. Insomma il Calcio Napoli è la società che non rispetta le regole, che non accetta le sentenze e magari trova il modo furbesco per “barare”; la Juventus invece quella con il comportamento impeccabile, corretto e rispettoso. Ed io sono il degno erede di Gianni Brera. Italia,10 novembre 2020.

Il Napoli, giusto per cronaca, come da prassi, ricorrerà al CONI nel terzo grado di giudizio ed eventualmente al TAR.