per i Pezzulli di Luciana Pennino: La felicità garantita

Si parte ogni mattina da 10.000 punti e poi si guadagnano o si perdono, a seconda di quel che si combina. È un gioco nuovo e devo ancora capire se mi piace. Me l’ha insegnato nonno, ci giocava anche lui quando aveva più o meno la mia età, e quando gli chiedo a quanti punti, in media, arrivava lui la sera, cambia sempre discorso e allora io gli dico ho capito, andavi sotto zero.

Comunque sia, non mi metto certo a far polemica con nonno, lui resta sempre il migliore, anche se è vecchio e non può più sconfiggere i mostri che mi entrano nei sogni ma a quelli, non importa, ci penso io.

Il gioco inizia appena mi alzo: mi devo lavare tutta, ben bene, e quando il nonno dice ben bene intende anche dietro le orecchie e i piedi che io dico sempre ma sono puliti, stanno dentro le scarpe, mica toccano a terra. Se supero il controllo al radar di nonno, da 10.000 passo già a 11.000 punti e posso andare a far colazione. Dopo devo lavare la tazza del latte e togliere tutte le briciole di pane. Un giorno, per fare più in fretta, ho preso la tovaglia e l’ho piegata direttamente, così le mollichine sono finite per terra. Erano talmente piccole che ero certa che nonno non se ne sarebbe accorto, perché ormai non è che ci vede molto, e invece… 9.000 punti, uffà!

Non è giusto!

Le regole le decido io, bofonchia.

Poi mi vesto: ormai so fare tutto da sola anche se non vado d’accordo con i bottoni e il bottone numero 1 lo piazzo sempre nell’asola numero 2. Così precipito immancabilmente a 8.500 punti, e quando recupero più?!

Invece, pian pianino, rimonto studiando: non sono tanto male, soprattutto in italiano, so tutte le poesie a memoria e non le dico a cantilena perché nonno mi ha insegnato a recitarle, come fanno le attrici. Quando sono finalmente di nuovo a 10.000, nonno decide di farmi fare il ‘brico non so che’, che sarebbe aggiustare la radio che non funziona più, stringere tutte le viti delle mensole, smontare il tubo sotto al lavandino per toglierci i pezzi di calcare. A questo punto scendo un’altra volta almeno a 7.000 perché i lavoretti con le mani non sono arte mia.

Devi saper far tutto!

E tu che ci stai a fare, allora, nonno?

Quando prepariamo il pranzo e la cena, faccio l’aiuto cuoco, e anche in questi casi posso prendere punti o perderli. Di solito a pranzo li vinco mentre a cena, forse perché sono un po’ stanca, li perdo.

Prima di andare a dormire, però, succede sempre una magia: anche se il punteggio è, che so, 6.000, perché sono stata proprio una schiappa, c’è il momento del lavaggio dei denti e del filo in mezzo e su queste due cose come me, nessuno! Nonno si congratula, sei un asso con spazzolino e filo interdentale, eccoti 4.000 punti! E così vado a letto con i miei 10.000 punti tondi tondi…

Cosa vinco??

E questa è la parte del gioco che me lo fa piacere, anche se mi agita quando perdo punti: prima di mettermi con la testa nei sogni, nonno si siede accanto a me e mi fa il solletico, mi riempie di baci e mi strizza forte forte che mi sembra di soffocare, e invece mi esce la voce per dire sono felice!

Trova qualcuno che, perdi o guadagni punti, la tua dose di felicità di fine giornata te la garantisca…

Luciana Pennino

“Non insegnate ai bambini

ma coltivate voi stessi il cuore e la mente,

stategli sempre vicini,

date fiducia all’amore

il resto è niente.”

(Giorgio Gaber)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Esordiente nel 2017 con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblica settimanalmente i "Pezzulli" e cura le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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