per i Pezzulli di Luciana Pennino: Inutile combattere

Chi soffre di vertigini vive un dramma, ovvero la angosciosa sensazione che tutto, intorno a sé, si muova e ruoti: sembra di essere su una giostra ma non ci si diverte affatto e, quando arrivano, la propria stabilità è minacciata, si rischia di perdere l’equilibrio, una terribile nausea porta al vomito, la sudorazione inizia abbondante e si può addirittura perdere l’udito.

Si tratta di una patologia decisamente invalidante per una normale vita quotidiana e, in ispecie, lo è per chi deve svolgere determinate attività, pensiamo ai piloti, per esempio.

Ebbene, tale dramma, di entità ragguardevole, si rivela però un’inezia, se messo a confronto con un altro dramma delle vertigini, decisamente più funesto: le vertigini dei capelli.

La tragedia si consuma di solito, e in una maniera disperata, la mattina, quando ci si sveglia e ci si alza dal letto. Capita anche, però, che possa sorprenderti all’improvviso, quando meno te l’aspetti, palesandosi in una fotografia, ad esempio, in cui a causa di un’angolatura malandrina in cui ti ritrae chi scatta, o in mala fede o per fortuito caso, spunta fuori quel ciuffo indomabile proveniente in maniera balzana da un piccolo vortice circolare presente sulla tua testa. Ed è così che alla tua espressione viene conferito un che di ridicolo, che ti rimarrà appiccicato impietosamente per sempre, proprio perché una foto è praticamente indelebile.

Quando capita all’inizio del giorno, hai immediatamente la consapevolezza che non sarà un buon nuovo giorno; e poiché sembra un presagio fatale, cerchi di combatterlo con ogni arma, dalla banale acqua, alla stiratura a colpi e ricolpi di phone/spazzola/pettine, al gel, per poi tornare all’acqua, più abbondante che pria, e che vorresti che, come elemento purificatore e alchemico, facesse il suo dovere e riuscisse a domare la belva, ma niente! Quella piazzetta sulla testa, da cui i capelli decidono, in un’autonomia ingestibile, di partire in direzione ostinata e contraria, ha la meglio anche sulla tua più profonda determinazione e null’altro ti rimane che cedere: il capello vive di vita propria, si anima, agisce, procede, e noi soccombiamo, frustrati e avviliti.

Se volete la mia, invece, io ho trovato il modo per vincere questa battaglia, anzi per non ingaggiarla nemmeno, e l’ho messo in pratica con le mie tante vertigini: non le nascondo ma le assecondo; non le disprezzo, anzi, sono un vezzo; non le domo ma le amo. Insomma, nell’accettazione spunta la soluzione… Provateci!

Luciana Pennino

“Quanta pazienza, nel corso della giornata, per farci accettare la nostra persona.”
(Alessandro Morandotti)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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