Il momento della stipula di un contratto per ottenere un prestito è sempre una situazione molto delicata. È bene che il cliente, quando si rivolge ad una banca o ad una società finanziaria autorizzata al rilascio di un finanziamento, sia sempre consapevole di ciò che sta facendo. Sarebbe sempre opportuno rivolgersi prima ad un consulente, in modo che si possano ricevere tutte le principali spiegazioni, per non ritrovarsi ad avere a che fare con inutili complicazioni, subito dopo la chiusura del contratto. Se non si ha ben chiara tutta la situazione in termini economici, quando si richiede un prestito, il cliente si potrebbe ritrovare di fronte a degli equivoci che costituiscono sicuramente delle spiacevoli sorprese.

Il diritto di recesso

In ogni caso devi sapere che le nuove norme in materia di diritto di recesso sono più pronte a recepire le esigenze del consumatore. Infatti la legge stabilisce che il consumatore (in questo caso il cliente della banca che ha ottenuto il prestito) possa recedere dal contratto entro 14 giorni.

È un diritto alla trasparenza, che sicuramente amplia le possibilità a favore del consumatore stesso. Tra l’altro il cliente non ha nemmeno il dovere di precisare la motivazione per cui decide eventualmente di recedere.

Basta soltanto inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’istituto che ha deliberato il finanziamento.

Il diritto di recesso entro 30 giorni

Abbiamo parlato di 14 giorni di tempo per recedere dal contratto del finanziamento. Tuttavia può accadere che la decisione da parte del cliente venga presa in un momento successivo. Infatti i 14 giorni valgono soltanto in riferimento all’eventualità che il prestito non sia stato ancora erogato.

Se già il finanziamento è stato erogato, il debitore può avere un mese di tempo per esercitare il suo diritto al recesso. In questo caso, però, deve restituire il capitale che gli è stato concesso, deve restituire gli interessi che ha maturato ed eventualmente anche le tasse, se queste erano dovute.

Tra l’altro bisogna ricordare che, esercitando il diritto di recesso anche dopo un mese, questa opzione si applica a tutti quei prodotti direttamente collegati al prestito stesso, come nel caso delle polizze assicurative obbligatorie che il cliente ha dovuto stipulare per ottenere la somma richiesta. La legge stabilisce anche che in tutti questi casi non può essere applicata nessuna penale.

Come richiedere l’estinzione anticipata

Dopo che hai stipulato un contratto di finanziamento, puoi anche decidere di richiedere l’estinzione anticipata del debito. Anche in questo caso devi fare una richiesta in forma scritta che deve pervenire alla banca tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

A livello pratico devi richiedere all’istituto anche un documento molto importante. Si tratta del conto estintivo. Attraverso questo documento, la banca ti comunica quanto devi ancora versare, per poi considerare estinto il tuo debito.

Una volta ricevuto il documento da parte della banca, puoi procedere ad estinguere il debito, versando tramite bonifico l’importo che ti è stato comunicato. Infine devi richiedere alla banca o alla società finanziaria una liberatoria. Si tratta di una dichiarazione, con la quale si attesta che il debito è stato estinto.

Ma perché estinguere anticipatamente il debito? A volte questa soluzione può essere davvero vantaggiosa, perché puoi risparmiare economicamente anche somme consistenti, non continuando a pagare gli interessi che sono previsti dal tuo piano di ammortamento.

Estinguendo prima del dovuto il debito, non maturi altri interessi, quindi può essere per te conveniente ricorrere a questa formula. Infatti non devi dimenticare che il sistema creditizio italiano di solito funziona con un piano di ammortamento chiamato “alla francese”. Si tratta del pagamento di rate che comprendono sia una quota del capitale che gli interessi.

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