Paura del buio”, di Daniele Acerra, messo in scena da Il Demiurgo il 28 e 29 aprile, nella Basilica inferiore dei Santi Severino e Sossio, nei pressi di San Marcellino, descrive i fantasmi lasciati dalla guerra, che hanno portato i sei personaggi protagonisti di questo dramma a compiere gesti estremi, ed inimmaginabili. Le esperienze vissute hanno lasciato segni indelebili, che la fine della guerra non è riuscita a potare via, trasformandole in fantasmi da esorcizzare.

Scritta, diretta ed interpretata da  Daniele Acerra, l’opera è ambientata negli ultimi mesi del 1943, l’anno più buio della guerra, durante il quale Napoli ha subito più di 180 bombardamenti da parte delle forze alleate. Ma il ‘43 è anche l’anno che ha visto la fine dell’occupazione tedesca con le Quattro Giornate, facendo diventare Napoli la prima città in Europa a liberarsi da sola dal Nazismo.

Lello un sopravvissuto della campagna in Russia; Matilde “la strega”; Maddalena, una ragazza rimasta come tanti senza un posto dove vivere; Antonio e Maria una giovane coppia; e Ciro un ex-gerarca fascista, sono gli sventurati che animano questo racconto. Sfollati, come tanti altri, hanno trovato rifugio in una chiesa abbandonata. Come mai sono solo in sei in un posto così grande? Lo scopriranno a loro spese e, come se non bastasse, l’arrivo di un ospite inatteso sarà la scintilla che darà il via ad un rito personale. Un esorcismo da compiere ognuno su se stesso, tentando di chiudere la pagina dolorosa che ha appena vissuto. E chi non vi riuscirà sarà inevitabilmente condannato alla follia.

Una dramma dalla trama eduardiana, pieno di colpi di scena, che porta alla luce il passato dei protagonisti, e quello che la guerra li ha costretti a fare. Così la notte di Natale del ‘43, iniziata con l’idea di voler esorcizzare la chiesa abbandonata, ma che, con azione catartica, finisce con l’esorcizzare invece i veri fantasmi, portando alla luce le ombre del passato che perseguitano i protagonisti. La narrazione si evolve da inizi più o meno divertenti, e gradualmente si trasforma in dramma con un crescente pathos, culminando con la tragedia della scena finale, che si consuma con velocità nel giro di poche battute. Una conclusione logica, inevitabile, per coloro che non riescono ad “esorcizzare” il passato.

Regia di Daniele Acerra
Personaggi ed interpreti – Maddalena: Daria D’Amore, Lello: Daniele Acerra, Maria: Chiara Di Bernardo, Antonio: Ferdinando Nappi, Matilde: Giovanna Landolfi, Ciro: Franco Nappi
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Simona Caruso