Il 15 ottobre, Il Demiurgo ha debuttato al Teatro Sannazaro di Napoli con “Don Giuann”, trasposizione in chiave contemporanea del Don Giovannidi Molière, ambientato in una Napoli che sembrerebbe a primo acchito contemporanea, ma che è in realtà un luogo indefinito sospesa in un tempo indefinito. “Una delle commedie più belle mai scritte e molto più vicina alla sensibilità moderna di quanto non si pensi: il Don Giovanni o il convitato di Pietra (1665) di Molière un classico senza tempo, capace di attraversare i secoli e arrivare a noi con la dirompente efficacia di un personaggio a noi contemporaneo. Un personaggio che con noi condivide l’insoddisfazione, la smania di possesso e la confortante noncuranza per il domani.”  Si legge nelle note di regia e questo è esattamente il lavoro dello scrittore francese.

Come tutti i personaggi più grandi della vita stessa, Don Giuann è l’uomo che non conosce limiti, che non sa quando fermarsi, è difficile trovare le parole per descrivere l’opera del regista Franco Nappi e questa produzione del Demiurgo: fantastica, divertente, instancabile e dal ritmo incalzante. Quando incontriamo il Don Giuann di Alessandro Balletta, cadaverico, languido con gli zigomi alti ed il volto scavato vediamo l’immagine della più totale dissolutezza, e dalle prime battute della rappresentazione, che si apre sulle perfette note del Don Giovanni di Mozart, abbiamo già appreso dal suo leale, ma combattuto servitore, Sgranarello, abilmente interpretato da Andrea Cioffi, che il suo maestro andrebbe a letto con qualsiasi cosa abbia battito cardiaco. Si prova un enorme piacere nell’osservare nei minimi dettagli la performance di Balletta, che fa emergere l’ambiguità del personaggio: è amorale, indifendibile e scandalosamente sessista. Allo stesso tempo Don Giovanni è un acuto ed intelligente critico della società, un critico che la deplora usando parole giuste, ma che sembrano uscire dalla bocca sbagliata, e forse anche per i motivi sbagliati, mentre inveisce contro l’ipocrisia che lo circonda.

L’opera di Molière è un classico perché mette a nudo l’essenza della natura umana: nulla sembra essere cambiato quindi, dai tempi del drammaturgo francese. La performance degli attori è esilarante la loro comicità rivela un affiatamento ed un timing perfetto.  Ma per tutta la sua comicità il lavoro di Molière con i suoi toni buffi, spiritosi e a volte grotteschi tipici della commedia dell’arte, è in realtà una tragedia: la storia di un uomo in guerra con la società che vuole sconfiggere in una battaglia autodistruttiva. Nelle parole dello stesso regista: “…ambientiamo il Don Giovanni a Napoli e lo trasponiamo all’oggi. Ma soprattutto proviamo a mettere una luce nuova sul personaggio e la sua vicenda. Perché la forza di un classico è questa: avere al suo interno una forza e una potenza tali da superare i secoli e assumere una forma, una forza e una poetica spesso diverse in base ai tempi: come se i tempi stessi si adeguassero al pensiero di un genio. Si riderà molto e ci si commuoverà il giusto…

Don Giuann

Con

Alessandro Balletta (Don Giuann)

Andrea Cioffi (Sganarello) 

Chiara Vitiello (donna Elvira) 

e con

Daniele Acerra, Roberta Astuti, Sara Guardascione, Antonio Torino, Daria D’Amore, Annarita Trevisi, Ferdinando Nappi e Marina Andeloro.

Regia e drammaturgia 

Franco Nappi, 

aiuto regia, luci Marco Serra, 

scenografia Filomena Mazzocca