Il fondo comunale è un’agevolazione finanziaria che si aggiunge all’Eco e al Sisma Bonus, approvati dalla Legge di Bilancio 2020, per ristrutturare la propria casa e riqualificare la città

I cittadini che vogliano recuperare un edificio fatiscente o che versa in stato di abbandono potranno avere degli incentivi. L’immobile, però, deve trovarsi nel centro storico della città, che nel 1995 fu dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco grazie alla conservazione di monumenti risalenti a varie epoche e culture mediterranee. A stabilirlo è stata la giunta comunale, che, venerdì 17 gennaio, ha approvato una delibera che istituisce un fondo di garanzia il cui importo è pari a 15 milioni di euro. Tale fondo, gestito da un istituto di credito scelto dal Comune dietro manifestazione d’interesse, è una delle misure rese possibili dal “Patto per Napoli“, un programma per 308 milioni di euro di investimenti, firmato nel 2016 dal sindaco Luigi De Magistris con l’allora e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e confermato dai suoi successori. E’ finanziato dal “Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020” e finalizzato alla riqualificazione del territorio e al rafforzamento dei sistemi di trasporto urbani.

Con l’approvazione di questo progetto sarà finalmente possibile incentivare i privati ad eseguire interventi sul patrimonio edilizio cittadino per il recupero delle cortine edilizie, delle strade e delle piazze che interessano, tra l’altro, il perimetro del sito Unesco“. Recita così la nota comunale a firma di Carmine Piscopo, assessore ai beni comuni e all’urbanistica, che spiega: “Tale misura si affianca a quanto già reso possibile dal Sisma e dall’Eco Bonus, proprio al fine di fornire un ulteriore sostegno al patrimonio edilizio privato”.

Le due misure citate dall’assessore sono delle agevolazioni finanziarie messe a disposizione dei cittadini che debbano rendere sicura la propria abitazione. Il primo si può chiedere per interventi sugli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati nelle zone sismiche. Consente di detrarre dalle imposte sui redditi una parte delle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici. Le detrazioni possono essere richieste anche per il secondo bonus, col quale vengono finanziati lavori come la bonifica dell’abitazione dall’amianto o la messa in sicurezza di giardini e spazi condominiali. Permette anche opere di riqualificazione energetica, come l’acquisto di una caldaia o di un elettrodomestico con cui si risparmi energia. Al posto della detrazione, per spese nel settore ecologico, è possibile chiedere direttamente uno sconto in fattura.