Un rituale, una fede, una speranza, un sogno… la schedina compie 73 anni!

Il 5 Maggio del 1946, una domenica di ben 73 anni fa, apparve in un bar la prima schedina del Totocalcio. Giocarla diventò da subito una delle abitudini più consolidate dell’italiano, appassionato del calcio ma anche no.

Si trattava di un piccolo rettangolo di carta, ideato da tre giornalisti, Massimo Della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo, al costo di 30 lire. Ora naturalmente questa cifra ci fa solo sorridere: per avere un parametro, allora era il valore di un vermuth. Questo foglietto entrò nelle vite di milioni di italiani che appena uscivano dai disastri, psicologici ed economici, tragicamente determinati dalla Seconda Guerra Mondiale.

Massimo Della Pergola, giornalista della Gazzetta dello Sport, un ebreo triestino, fu ispirato da un concorso simile in voga in Svezia e in Svizzera. Nel 1946, insieme ai colleghi ebrei Jegher e Molo, fondò la SISAL (Sport Italia Società a Responsabilità Limitata). Per noi napoletani, famosi per l’originalità negli accenti, è da sempre la Sisàl!

Dopo un paio di mesi dall’apparizione della prima schedina si ebbe il primo vincitore, un milanese originario di Roma, Emilio Biasotti, che portò a casa un 12 da 463.846 lire!

Il tredicesimo risultato venne introdotto nel 1951 ed è da allora che “fare 13” è entrato nel linguaggio quotidiano per intendere una gran botta di fortuna che può cambiare la vita!

Ma ricordiamoci che, per sperare di vincere, è necessario almeno giocare: non basta solo inneggiare all’agognata vincita, senza muovere un dito e senza nemmeno un minimo di investimento.

E poi, però, non sottovalutiamo l’importanza di votarci a tutti i Santi, o agli Angeli custodi, o all’Universo, a seconda delle varie ideologie mistico-religiose… affinché, dell’eventuale cascata di euro, ne sappiamo fare un giusto uso, senza farci andare il cervello per aria!

Luciana Pennino