Castel Nuovo si veste di casa, la casa dei quasi mille fan che ne affollano le imponenti mura per essere proiettati indietro nel tempo.

Ho un déjà vu, sembra ieri che eravamo tutti riuniti qui per lui, per il nostro Commissario. Felicità, sorrisi emozioni. Tante.

Poi  la notizia che lascia attoniti: Ricciardi va in pensione. “L’ultimo pianto dell’alba” saluterà il ciclo durato 13 anni. A nulla servono le manifestazioni di disapprovazione, le suppliche che arrivano da ogni dove. “Le storie finiscono per fare largo a quelle nuove”, confida l’Autore con una nota di malinconia nello sguardo, le storie vanno dove vogliono e lui non può che seguire la volontà dei personaggi.

Ed eccoci qui,  il fiato sospeso in un misto di felicità e tristezza. Silenziosi, allineati, le luci si abbassano e il cuore sembra perdere colpi.

Il garrito dei gabbiani che girano in tondo sopra le nostre teste si mescola ai cinguettii degli effetti sonori creando un’atmosfera surreale. Entra riempiendo la scena de Giovanni, visibilmente commosso esordisce dedicando la serata all’amico Andrea Camilleri. Applausi.

È un attimo, la voce dell’Autore declama l’incipit e tutti dimenticano tutto per sciogliersi alla piacevolezza dello spettacolo: la compagnia del Pozzo e il pendolo, con la regia di Annamaria Russo, accompagnano le letture di de Giovanni, interpretando magistralmente pagine inedite de “Il pianto dell’alba“. Un regalo grande per il pubblico, che ha l’occasione di vedere quel che avrebbe solo potuto immaginare. Marianita Carfora, Salvatore Catanese, Paolo Cresta, Sonia De Rosa, Rosalba Di Girolamo svelano a sorpresa risvolti a lungo desiderati. Le musiche di Enzo Grimaldi e Giacinto Piracci, insieme alle note di Marco Zurzolo completano la visione di un quadro magico di luci e scene fuori campo. 

Il destino di Luigi Alfredo sta per colorarsi di nuove note: Enrica aspetta un bimbo e insieme scopriranno se i suoi occhi saranno pieni di ombre o di luci.

Tutto finisce, tutto inizia: standing ovation  per de Giovanni e un caloroso applauso che precede la lunghissima fila per il firma copie.

Un successo destinato a continuare, un successo dato in gran parte dalla formula vincente dell’incontro fra il giallo e il rosso dell’amore. Nulla di studiato, solo il percorrere senza freni di un visionario dagli occhi verdi. Un visionario, siamo certi, che non si fermerà con l’uscita di scena di un personaggio ma che riserverà ai suoi lettori moltissime altre storie per farli sognare.

Lucia Montanaro – Le foto sono di Flavio Scuotto