Non solo affari di droga, estorsioni, ma anche potere, attraverso la politica, era tra gli obiettivi da perseguire da parte del clan Sperandeo attivo a Benevento. All’alba di ieri sono finiti in manette 9 esponenti. In particolare l’intento era quello di condizionare l’esito delle elezioni amministrative del 2016, appoggiando lo schieramento di centrosinistra con propri candidati. Corrado Sparandeo, capo dell’omonimo clan che controlla il racket delle estorsioni e il mercato della droga nella città di Benevento, quattro anni fa tentò di favorire l’elezione a sindaco di Raffaele Del Vecchio, attraverso la lista Alleanza Riformista, nella quale candidò il cognato. Ma temendo che l’esponente del Pd non riuscisse nell’intento, appoggiò anche candidati di schieramenti diversi. “E’ un tentativo che denunciai nell’ultimo mio comizio – sapevo di essere scomodo per questo la lotta contro di me. Ottima operazione di polizia che fa seguito ad altra altrettanto efficace contro lo spaccio di droga”: questo il commento via social del sindaco di Benevento, Clemente Mastella.

E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta dalla Dda di Napoli, per dieci persone, tra le quali Corrado Sparandeo e il figlio Stanislao. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di tipo mafioso, allo spaccio di sostanze stupefacenti all’estorsione. E alcuni familiari di Sparandeo erano impegnati attivamente nella ricerca di voti, pronti anche a “investire” regalando buoni benzina agli elettori.