per i Pezzulli di Luciana Pennino: Dove vanno a finire i desideri irrealizzati?

Dove vanno a finire i desideri espressi fissando una stella che cade o soffiando sulle candeline o mangiando una primizia o lanciando una monetina nella fontana di Trevi? Parlo, ovviamente, di quelli che non si realizzano perché gli altri, si sa, si trovano esattamente dove si è auspicato.

Quelli sfigati, gli irrealizzati, sono in numero macroscopicamente superiore, rispetto agli altri, e non lo dico per pessimismo, ma fondandomi su ricerche approfondite. È un realismo, il mio, che per tigna definirei addirittura scientifico, fatto di precisissime proiezioni sull’umanità intera. Gli studi, a firma esclusivamente mia, neanche a dirlo, confermano che i desideri espressi e non realizzati sono in numero incalcolabile, a fronte di quelli realizzati che sono decisamente numerabili. Per grandi linee, mi sbilancio a dichiarare un rapporto di 1 a 1.000.000: uno si realizza a fronte di un milione che fanno cilecca.

Se ne deduce agevolmente che il posto dove si va a sistemare questa pletora di desideri sarà, nei fatti, un caravanserraglio, una babele, un caos cosmico: un luogo sconfinato dove regna il bailamme più completo. Immaginiamo un posto dove una miriade di desideri, espressi ma frustrati, sono costretti a coesistere. Di più: immaginiamo un posto dove una miriade di desideri espressi ma frustrati, e per giunta incompatibili tra loro, sono obbligati a convivere anche per tutta l’eternità… una baraonda senza pari.

Se ragioniamo sul desiderio irrealizzato della signora Cecchini, per prendere solo un esempio, di essere amata dal fisioterapista De Tommaso, desiderio che si incontra, o meglio si scontra, col desiderio irrealizzato del fisioterapista De Tommaso di essere corrisposto da Agata, la figlia della signora Cecchini, che invece ha come desiderio irrealizzato quello di farsi suora, ecco che capiamo che i guai sono belli grossi, altro che! E il parapiglia tra desideri che ne deriva, è incontenibile.

Vabbè, ci ho messo un po’ di ironia. Eppure io, alla cosa dei desideri che si devono esprimere, ci credo eccome: sono osservante e praticante e non mi faccio scappare nessuna occasione per farlo, pur non avendo la minima idea di dove vadano a finire la stragrande maggioranza dei miei desideri

Luciana Pennino

“I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto.” (Alessandro Baricco)

In copertina: Composizione VII, Vassily Kandinsky