Neanche finito il mese di aprile e la stagione del Napoli può considerarsi già chiusa, finale privo di particolare interesse e la delusione ancora forte, viva, della eliminazione dalla Europa League, obiettivo di società, squadra, allenatore e soprattutto tifosi. Tifosi che sognavano il titolo continentale a 30 anni esatti dalla vittoria in Coppa Uefa targata Maradona e Careca ed invece hanno dovuto fare i conti con una squadra poco pronta all’appuntamento.

Già tempo di bilanci quindi, analisi, riflessioni; questa è la strada giusta da percorrere, senza agire di pancia, farsi prendere dallo sconforto ed iniziare a polemizzare, come una parte della tifoseria ha iniziato a fare.

CAPITOLO ANCELOTTI: ragiono anche un pizzico da tifoso, è inutile negare che l’ombra, il ricordo, la bellezza e l’autorità del gioco voluto, plasmato ed ottenuto dal Comandante Maurizio Sarri sono ancora impressi nella mente e nei cuori dei sostenitori 1926. Aldilà di tre anni indimenticabili, impossibili da scalfire, non serve nulla continuare a fare parallelismi, inutili paragoni ed anche quei soliti mielosi attestati di stima all’allenatore del passato. Sì, perché piaccia o meno, Sarri allena un’altra squadra ed è inutile, anzi controproducente, stare sempre lì ad invocare l’ex tecnico. Inutile e patetico. Il buon Carlo ha bisogno di tempo e sicuramente sarà la stagione prossima a sancire e certificare il buon operato o meno del tecnico di Reggiolo. Che, non va dimenticato, ha il merito di aver tenuto la squadra ad alti livelli nonostante la difficile eredità; cambiare una idea di gioco, meccanismi oleati ed una organizzazione fuori dal comune e non sfasciare il gruppo ed anzi tenersi sempre in alto, è da pochi. E’ da Ancelotti!

CAPITOLO TIFOSI: è fatica inutile insistere, un po’ quando si è di destra o sinistra. Chi apprezza l’operato di De Laurentiis e chi invece lo detesta ormai per partito preso, sfruttando ogni sua uscita (molte onestamente potrebbe evitarle ma fa parte del personaggio) per contestare. Si può discutere all’infinito e non trovare mai pace, ma una cosa è certa: l’operato della società non ammette repliche, i numeri sono incontrovertibili e la storia non può essere inventata. Un Napoli così forte, competitivo e presente sempre nella maggiore competizione europea non trova riscontri nel passato, punto. Molti vorrebbero una migliore dialettica (ed è anche indubbio che ai napoletani piace essere “arruffianati” e le uscite del Presidente raramente vanno in questa direzione); fatto sta che le sane critiche sono ben accette e produttive, il resto no! Trovo ridicolo l’accanimento che pervade una certa frangia di tifosi, ancor di più chi li asseconda come pecore e parla a sproposito e ripetendo sempre le solite litanie. Criticare è lecito, figuriamoci se a farlo sono i tifosi che fanno sacrifici per sostenere la squadra: ma darsi una mossa a cambiare stile su alcune cosette sarebbe davvero cosa buona e giusta. Contro l’Arsenal ad esempio, con l’Europa intera collegata, è stato davvero deprimente assistere ad una mezz’ora finale di cori contro la società. Non succede da nessuna parte, nemmeno a quei club titolati e che sono abituati a vincere. Qui si sta parlando in maniera indecorosa addirittura di stagione FALLIMENTARE; ricordiamoci che il vero fallimento lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Fallimento per essere arrivati secondi in campionato e per aver a tratti deliziato in Champions… bah! Cose da pazzi!

CAPITOLO INSIGNE: discorso strettamente legato ai tifosi. Napoli è così, tanti pregi ma alcuni difetti difficili da estirpare. Ed Insigne ha pagato e tuttora paga il fatto di essere napoletano, ed a Napoli essere profeta in patria è un miracolo! Dovrei consumare pagine intere per riuscire a spiegare bene il senso di questo discorso: fatto sta che ignoranza in un caso, invidia in un altro, determinano degli stati d’animo che sfociano in tutto quel rancore ingiustificato verso quello che è, oggettivamente, un grande calciatore. Più volte ho suggerito pubblicamente a Lorenzo in maniera del tutto spassionata di andarsi a godere i suoi migliori anni altrove, dove poter esprimere il suo potenziale in maniera serena, spensierata. Ne trarrebbe giovamento anche la sua immensa classe: quella frangia di stupidi e premeditati è corposa e rumorosa Lorè, non meritano la tua disperazione, le tue lacrime, il tuo stare male per questa squadra. Meritano i mercenari come Higuain che alla prima occasione…

Personalmente credo che ci aspetti una estate calda sotto il profilo del mercato, la società partenopea dopo anni di piccoli, intelligenti, mirati ritocchi attuerà dei cambiamenti sostanziali alla rosa. Molti dello zoccolo duro hanno superato la trentina e cambieranno aria o quantomeno avranno una valenza minore rispetto al recente passato; altri che magari Ancelotti non reputa consoni al progetto andranno incontro alla stessa sorte. Tale situazione dovrà considerarsi una sorta di garanzia per i tifosi ma sarà anche sinonimo di assoluta responsabilità da parte dell’allenatore che non avrà più alibi per nulla. Attenti però a non perdere il sonno inseguendo qualsiasi tipo di voce o sognare operazioni fuori dalla portata della società: si parlerà di decine e decine di giocatori che hanno un ottimo rapporto con il mister. Si parlerà di una fantomatica operazione-Messi (potete contarci), di calciatori ultratrentenni che accenderanno le fantasie dei soliti; vi consiglio di pensare alle vostre famiglie, al vostro lavoro e perché no, alle vacanze al mare. Abbiamo un sogno nel cuore, ma oltre a rinforzare la squadra del Napoli, bisogna che cambino tante cose e non sono sicuro ci siano i presupposti: pensare di puntare allo Scudetto se c’è una squadra che arriva a 100 punti ogni anno è dura, molto dura. Lo Scudetto dopo quello che è accaduto la stagione scorsa pare davvero una chimera. Vedremo.