Per i Pezzulli di Luciana Pennino: A ciascuno i propri miti

Chi può non ricordare la raffinatezza e la sobria eleganza di Grace Kelly, l’attrice principessa? In nomen omen, visto che la grazia del suo nome è stata profezia della grazia che faceva brillare il suo incedere, il suo sguardo, le sue movenze.

Celebre star hollywoodiana, trovò la felicità come moglie del principe Ranieri di Monaco e come mamma, più che come attrice, tanto da rinunciare alla fulgida carriera cinematografica.

Per me ha da sempre incarnato il prototipo della bellezza delicata e di alta classe ed è da sempre stata un parametro. Non potrei mai avvicinarmici ma cerco di tendere a, per cui quando devo fare valutazioni di finezza e di sciccheria, ecco che il punto di riferimento è lei: Grace Kelly.

Mi capita di tirar su col naso e penso che “Grace non avrebbe mai fatto una cosa così disdicevole!”; cammino in maniera sciatta e scomposta e considero che “Grace non avrebbe avuto mai un siffatto portamento!”; non vi dico poi quando mi lascio andare a un bel po’ di turpiloquio… “Grace non farebbe mai uscire dalle sue labbra parole di tal guisa!”.  Se sono in metro e mi faccio strada a spintoni verso l’uscita, perdendo l’aplomb, riprendo immediatamente me stessa e mi dico: «Grace userebbe garbo anche qui», poi però mi correggo: «Grace non prenderebbe mai la metro!». Ma non vuol dire, l’esercizio più utile sta nel contestualizzare la fonte di ispirazione e rapportarla al proprio quotidiano.

Parlare col boccone in bocca, non è da Grace. Fermarmi, dove mi trovo mi trovo, e togliermi la scarpa perché è entrata una pietrina, non è da Grace. Smadonnare a voce sonora tutti i santi perché trovo l’ascensore guasto, non è da Grace. Rivolgere un’occhiataccia inviperita alla vicina, non è da Grace (Grace, però, non ha mai conosciuto la mia vicina…).

Insomma, ammetto che avere Grace Kelly come costante e unica unità di misura del mio savoir faire rappresenta un rischio enorme, seppur calcolato, di frustrazione perenne. Tuttavia, averla resa un mio personalissimo mito me la fa sentire, paradossalmente, vicina, familiare, intima… a volte, mi verrebbe quasi da chiederti qualche consiglio, Grace!

Luciana Pennino

“La bellezza, per le donne in ispecie, è un gran tesoro; ma c’è un tesoro che vale anche di più, ed è la grazia, la modestia e le buone maniere.” (Carlo Collodi)