La Valeriana, insalata dall’ottima digeribilità!

Pianta erbacea e perenne, con fusto eretto e solcato in superficie da scanalature; radici fibrose emananti uno sgradevole e penetrante odore; in condizioni ottimali può raggiungere altezze superiori al metro. 
Le foglie sono opposte e prive di stipole, con picciolo presente solo in quelle inferiori (le superiori sono sessili); tutte si presentano composte e imparipennate, costituite da 11-19 foglioline a lamina intera o dentata e di un bel colore verde intenso. I fiori, leggermente profumati, si trovano riuniti a formare un particolare tipo di infiorescenza detta corimbo; sono ermafroditi, con calice ridotto e corolla a 5 petali, tubolare e dal colore rosa chiaro. Il frutto è un achenio striato provvisto di setole piumose derivanti dalla modificazione che i piccoli denti del calice subiscono con la maturazione. La loro presenza ne aiuta la dispersione per mezzo del vento.

Il nome botanico deriva dal latino valere, che significa “essere sano“, “avere forza“. Il nome popolare, erba dei gatti, proviene dal fatto che la pianta fresca esercita un’attrazione di tipo “stupefacente” sui gatti, i quali che la distruggono strofinandosi sopra, ed è forse questo il motivo per il quale, pur essendo decorativa, la si trova raramente nei giardini. La valeriana si conosce fin dai tempi più antichi e nel Medioevo era considerata una panacea. Si racconta che Fabio Colonna, famoso scienziato del 1500, abbia curato l’epilessia grazie a questa pianta.

La valeriana non è usata in cucina. Spesso la si confonde con la valerianella (Valerianella locusta) appartenente alla stessa famiglia, conosciuta come “songino” che fornisce una deliziosa insalata.

Una vera prelibatezza

La Valeriana d’Olanda (Valerianella locusta) ha una crescita veloce. Seminata in estate la si raccoglie fino in primavera, purchè non subisca gelate troppo rigide. Saporita, delicata e piena di vitamine. Questi semi di valeriana non necessitano di essere pretrattati. Se diversifichi il tempo di piantagione ad intervalli di tre settimane, avrai valeriana fresca per lungo tempo

È possibile seminare anche in una mini-serra

Dopo circa 12 giorni le sementi iniziano a germogliare e trascorse 2-3 settimane le piantine possono essere diradate e trapiantate in filari (febbraio o marzo, in base alla temperatura esterna), mantenendo uno spazio e una distanza di 15 cm per piantina. Non lasciare che il terreno si asciughi. La valeriana può essere coltivata anche nei vasi sul terrazzo.

          Funzioni organiche         

Non esercitando influenza significativa a carico della diuresi, né sulla funzione intestinale in senso astringente o lassativo, la valeriana si caratterizza per una digeribilità ottimale. Essa ha come precisa indicazione terapeutica, gli stai di irritabilità del sistema nervoso e sarà utilizzata nei distonici, nei depressi, negli ansiosi, negli ipertiroidei e nei soggetti insonni. Molto utile anche negli stati di aggressività, compresi quelli iatrogeni, per esempio conseguenti all’uso di farmaci antiepilettici. Gradita nell’alimentazione geriatrica, la valeriana potrà essere impiegata in menopausa, con aggiunta di pinoli ricchi di calcio, nelle patologie renali e nei bambini ipercinetici. Controindicata nelle gastralgie e ulcere peptiche in fase acuta. La valeriana , sia cruda che cotta, è indicata in tutti i pazienti che manifestano uno stato di irritabilità gastrica, sia da gastrite che da ulcera, in quanto, rispetto alla lattuga, essa contiene una minore percentuale di clorofilla ed è più ricca di acqua di vegetazione. Entrambe le verdure sono dotate di una funzione diuretica se vengono consumate crude. Viceversa, da cotte esplicano un’azione sedativa della peristalsi intestinale, quando sia presente tenesmo rettale con malessere di tipo tossico.

Preparazione

Presi circa 150 g di valeriana a persona, si laverà con acqua corrente fredda e si scolerà accuratamente, condendola con olio extravergine d’oliva e sale marino fino a quanto basta. Talvolta si addizionerà di pinoli, richi di calcio, potassio e megnesio, per aumentare il suo effetto sedativo, o per un apporto di calcio, per esempio in “menopausa”.

Di Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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