Ad ognuno la sua Melanzana 

Caratteristiche Generali

Pianta a ciclo di coltivazione, la melanzana appartiene alla famiglia ella Solanacee. Il fusto, eretto e ramificato, è alto circa 80 cm. I fiori, brevemente peduncolati, solitari e raramente appaiati, sono ermafroditi e non tutti fertili. Il frutto commestibile è una bacca violacea che può avere forma globosa, oblunga oppure ovale, mentre forma, grandezza e colore variano a seconda della cultivar. Infatti, di melanzana ne esistono numerose qualità, come quella gigante, la violetta di Napoli, la tonda di Firenze… In generale, la buccia e le parte della polpa hanno proprietà coleretiche e colagoghe, per cui essa è utile per normalizzare la funzionalità del fegato e svolgere anche un effetto ipocolesterolemizzante. Inoltre  la buccia ha azione irritativa sull’intestino e questo la rende vantaggiosa in caso di stipsi. Il suo contenuto in iodio e ferro contribuisce a sollecitare fortemente l’attività tiroidea tanto che, mangiata di sera, può dare insonnia negli individui a rischio. Essendo un alimento in grado di stimolare i metabolismi ed il sistema nevoso, la melanzana è utile nei casi di obesità, astenia e stipsi, ma va impiegata con cautela nelle gastriti, nelle coliti plastiche, nelle calcolosi biliari e renali, mentre il suo consumo è da escludere totalmente negli ipertiroidismi, nelle cardiopatie, nelle insonnie, nelle cerebropatie e negli stati di eretismo psichico.

Pulitura ed utilizzo alimentare

La conservazione in frigorifero della melanzana, ad una temperatura di 10-15° C e ad un’umidità relativa del 90 % , non dovrebbe superare i 10 giorni. Per l’utilizzo alimentare, dopo averla lavata con acqua corrente fredda, si eliminerà l’estremità superiore e si potrà tagliare in fette più o meno spesse, longitudinali o trasversali, a seconda della varietà di melanzana impiegata, oppure il taglio sarà a tocchetti, per le preparazioni che lo richiedano.

Melanzane ai ferri

Sono utili per accelerare il metabolismo, non soltanto a scopo dimagrante, ma anche per indurre una più veloce eliminazione di sostanze tossiche.

Melanzane alla parmigiana

Le fette di melanzana, passate prima nella farina poi nell’uovo, vengono fritte in olio extravergine d’oliva; quindi si adagiano in una pirofila e si condiscono con sugo di pomodoro, mozzarella e parmigiano reggiano infornando per 50-60 min a 180 °C. E’ un piatto impegnativo dal punto di vista digestivo per la presenza dell’uovo fritto insieme ai grassi del formaggio; il pomodoro lo rende ancora più nutriente, ma aumenta ulteriormente l’impegno epatico. La soluzione con farina e uovo ne mitiga l’impatto tiroideo e quindi ne riduce l’effetto di stimolo sulla ghiandola. E’ buona norma non proporlo di sera e a soggetti con disfunzione epatica; inoltre, può essere utile prima di un lavoro muscolare, in quanto la ricchezza di nutrienti a lento rilascio lo rende una buona fonte di energia anche a diverse ore dal pasto.

Fagottini di melanzana

Si utilizzano 2 fette di melanzana farcite con mozzarella, basilico, e l’eventuale aggiunta di pomodoro; si passano nell’uovo e nel pan grattato e si friggono in padella con olio extravergine d’oliva. Questa soluzione nutrizionale è rivolta a individui che necessitino di calcio, ma che presentano difficoltà ad assumerlo dai derivati del latte a causa di una concomitante stipsi. In questi casi, la contemporanea presenza della melanzana fritta con azione lassativa ne fa un insieme bilanciato. L’aggiunta del pomodoro permette il vantaggio di proporre questo piatto nei casi in cui bisogna ridurre al minimo la quantità di cibo senza rinunciare alle necessità nutrizionali: patologie tumorali, disturbi della deglutizione e durante interventi  ortodontici.

Crocchette di melanzana

Le melanzane, tagliate a dadini, si fanno lessare per 1-2 minuti. Si scolano bene e si passano col passapomodoro. Questa pasta viene amalgamata con uovo, aglio tritato, prezzemolo, pan grattato e parmigiano reggiano. Si formano delle crocchette che si passano ancora nel pan grattato e si friggono in olio extravergine d’oliva. Questa preparazione, particolarmente nutriente, permette una fisiologica stimolazione della peristalsi; va impiegata elettivamente per risolvere la stipsi nei bambini anche di un solo anno di vita, preferibilmente di sera, o in pazienti affetti da  patologie dell’apparato digerente, con difficoltà di transito in caso di alimenti troppo strutturati e compatti.

Di Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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