La parte edibile della cipolla è costituita dal bulbo, si raccoglie da maggio ad agosto, quando la parte aerea è quasi secca. Originaria delle zone montane della Turchia, dell’Iran e dell’India, la cipolla è conosciuta da tempi remoti.  Le prime notizie circa il suo impiego alimentare risalgono ai Caldei, 4000 anni fa. Coltivata dagli egizi e dai greci, la cipolla era considerata tanto preziosa da costituire parte del salario dei soldati, e si tramanda che la buona salute dei popoli mediterranei fosse dovuta anche al suo impiego alimentare quotidiano.

Considerata alimento adatto agli intellettuali, ne vennero decantate le proprietà di stimolo del lavoro mentale, forse perché contiene molto fosforo.

Plinio il Vecchio la descrisse, a ragione, come un potente diuretico se consumata cruda, utile per l’eliminazione dei cloruri. Se cotta, invece, diventa lassativa e iperglicemizzante. Oltre alle vitamine A, B1, B2, PP, C, E, a numerosi sali minerali, a due enzimi digestivi e a vari oli essenziali, la cipolla contiene numerosissime sostanze attive di cui molte ancora non conosciute nei loro effetti farmacologici. Insieme all’aglio, essa è una degli ortaggi più utilizzati per le sue proprietà nutritive e terapeutiche. La cipolla ha una spiccata azione antisettica su un’ampia gamma di microrganismi patogeni. Quest’attività, associata a quella espettorante, rende questo alimento utile per bronchiti e raffreddori.

Nelle patologie infiammatorie, la cipolla esplica la sua azione terapeutica attraverso una diminuzione delle reattività istaminergica mediata da meccanismi biochimici che inducono un’inibizione della chemiotassi e della liberazione di istamina. I principi attivi ad attività infiammatoria sembrerebbero essere soprattutto gli estratti etanolici, per quanto riguarda l’azione antiflogistica ed antiallergica, ed i tiosulfinati, per la broncodilatazione delle PAF e la liberazione di istamina.

La cipolla è particolarmente efficace nei casi di aumento della pressione arteriosa diastolica.Tale proprietà viene attribuita all’intensa azione drenante e diuretica dell’alimento stesso. Altra caratteristica importante della cipolla è la sua azione fibrinolitica, che impedisce la formazione di coaguli o li dissolve dove siano presenti.

È stato infine osservato che anche gli oli essenziali di questo prezioso e benefico bulbo neutralizzano l’attività degli enzimi necessari a sintetizzare la prostaglandina A. Consumata cruda, la cipolla è un potente ipoglicemizzante grazie al contenuto in glucochinino e difenilalanina che riducono il tasso glicemico nel sangue con effetto simile a quello degli ipoglicemizzanti orali. Se impiegata costantemente, nella quantità media di 50 g al giorno, essa può ridurre notevolmente i picchi iperglicemici, con un fabbisogno d’insulina inferiore al 50% rispetto alla somministrazione abituale.

La cipolla, soprattutto se associata alle vitamine C ed E, con le quali agisce in sinergia per il suo contenuto in selenio, aminoacidi solforati, nonché magnesio e zinco, può essere considerata un vero e proprio presidio terapeutico nel ritardare l’invecchiamento cellulare. Stimolante generale del sistema nervoso, la cipolla viene utilizzata nelle astenie, nelle convalescenze e dopo un’intensa attività, soprattutto di tipo intellettuale. Infine , si moltiplicano gli studi comprovanti un’indiscutibile azione preventiva della cipolla nei riguardi di molte forme tumorali. Come per tutti gli alimenti, le proprietà nutritive e terapeutiche della cipolla vengono ridotte della cottura e dall’impiego di estratti.

Quindi , il miglior utilizzo è quello crudo, con l’unica controindicazione delle patologie gastriche. Infatti , la cipolla aumentando fortemente l’acidità nello stomaco, risulta utile in chi mangia molta carne, ma dannosa nei soggetti con iperacidità gastrica a digiuno. Il succo è utile per neutralizzare le punture di insetti e ragni e l’effetto terapeutico si ottiene applicando qualche goccia sulla parte del corpo interessata. La ricchezza in composti solforati vitalizzanti il cuoio capelluto rende, infine, la cipolla viene usata anche in quelle condizioni in cui si vuole rinforzare il bulbo pilifero e ritardare la caduta dei capelli.

Di Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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