Il miglio, che oggi fa pensare al mangime per canarini, ha avuto un peso non indifferente nella storia dell’umanità. Prima della scoperta dell’aratro veniva raccolto allo stato selvatico e tutt’ora cresce spontaneamente in Cina, Africa, India e Balcani. È stato coltivato e molto utilizzato sin dall’antichità anche in Europa, non solo per le proprietà nutritive ed il buon sapore, ma anche perché poteva essere facilmente conservato per lunghi periodi.
Attualmente si conoscono diverse varietà di miglio che vengono consumate dopo la decorticazione, questo cereale ha una composizione simile al frumento, ma non contiene glutine, è adatto, quindi, nell’alimentazione dei soggetti affetti da morbo celiaco.

Il chicco di miglio è assai ricco di amido ed è uno degli alimenti più ricchi di sostanze minerali, fra cui ferro magnesio, fosforo, silicio. Per il suo alto contenuto di acido salicilico è da sempre considerato un vero prodotto di bellezza, ha infatti un’azione stimolante sulla pelle, sui capelli, sulle unghie e sullo smalto dei denti. Contiene vitamine del gruppo A e B, è facilmente digeribile e per il suo alto contenuto di lecitina e colina è indicato per persone che svolgono attività intellettuali e agli organismi debilitati. Viene consigliato alle donne in gravidanza sia come ricostituente, sia perché, si dice che impedisca l’aborto spontaneo.

Preparazione
Facile e rapido da cucinare il miglio ha un caratteristico sapore dolce e gradevole che lo rende particolarmente appetitoso, assaggiato una volta non lo si dimentica facilmente, soprattutto dopo aver imparato a cucinarlo in abbinamento alle verdure giuste.
Prima di iniziare la cottura è buona regola lavare il miglio per eliminare la polvere ed eventuali impurità. Versare quindi il prodotto in una ciotola e ricoprire d’acqua in modo da poterlo facilmente sciacquare a mano e permettere l’affioramento di impurità. Dopo aver scolato l’acqua è consigliabile ripetere l’operazione fino a quando l’acqua non sarà pulita e limpida. A questo punto il miglio è pronto per la cottura in acqua salata per circa 20 minuti. Solitamente si usa la quantità di acqua pari al doppio del volume del miglio.
Il miglio è utilizzato per produrre torte dolci e salate, sformati, biscotti, o semplicemente nelle minestre come qualsiasi altro cereale.

Curiosità
Grazie alle sua conservabilità, nel passato il miglio veniva immagazzinato per periodi molto lunghi. Nel 1378 Venezia, assediata dai Genovesi, si salvò proprio grazie a questo cereale immagazzinato in abbondanza nei depositi della città.

Latti Vegetali 

Un maggior numero di persone ha intolleranza al lattosio per carenza dell’ enzima lattasi prodotto dai microvilli dell’intestino tenue.
La lattasi non viene prodotta per compromissione dei villi intestinali aggrediti da una errata alimentazione.
L’ intolleranza al lattosio non è mai sola, quando presente vuol dire che ci sono problemi vari nell’intestino.
Molte persone sono allergiche alle proteine del latte, alla caseina! Così nel tempo in commercio si sono diffusi i latti vegetali.
A norma di legge non possono essere definiti latti vegetali, ma bevande di soia, riso, avena, farro, mandorle!
Questi latti vegetali non contengono lattosio e neppure caseina!

Latte di Miglio
1- mettere in ammollo il riso, 60 grammi in un litro di acqua
2- mettere dopo una ora di ammollo riso e acqua a bollire x 40 minuti 3- frullare acqua e riso fino a ridurre il composto in liquido
4- filtrare tutto in un colino
5- versare il latte di riso ottenuto in un recipiente di vetro e se volete, aggiungete o cannella o vaniglia o altra spezia preferita
6- conservate in frigorifero per il consumo. Il latte di riso contiene la maggiore dose di carboidrati rispetto agli altri cereali!

Di Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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