Il basilico, un vero sedativo naturale, utilizzato, in maggior misura, nelle zone di mare per contrastare l’eccesso di iodio!!!

L’azione sedativa del basilico è universalmente riconosciuta. Essa si esplica anche a carico delle mucose dell’apparato digerente, sulle quali agisce in modo blando sotto forma di tisana, poiché le sostanze attive sono liposolubili e non passano in soluzione acquosa. Più frequentemente il basilico viene proposto nelle situazioni cliniche di irritabilità nervosa su base epatica o quando fattori esterni stressanti rendono il soggetto ipereccitabile, contratto e insonne con ripercussioni sulla funzionalità del fegato, il quale può ritenersi in qualche modo un regolatore del sistema nervoso, influendo direttamente sull’equilibrio dei neuro recettori deputati alla trasmissione dell’impulso nervoso. Diminuendo l’eccitabilità generale, si attenua l’irritabilità dell’organo. Di questa azione neuro-sedativa del basilico si gioveranno anche pazienti affetti da ipertiroidismo o soggetti esposti a un clima marino ricco di iodio.

Non a caso il basilico è un alimento principe di popolazioni rivierasche come quelle liguri e delle zone meridionali della Francia. Il pesto, infatti è un prodotto tipico dei liguri che non solo vivono prevalentemente in costiera, ma subiscono gli effetti del vento che viene dalle Alpi (il phon) che, secondo precisi studi statistici, determinerebbe un peggioramento dello stato nervoso nelle persone predisposte, con aumento dei casi di depressione e suicidio. Nella preparazione del pesto ligure l’eliminazione del parmigiano a favore del solo pecorino sardo potrebbe risultare utile a contenere un eccesso di sedazione dovuto ai vari componenti della preparazione, essendo il pecorino più eccitante rispetto al parmigiano e al grana troppo ricchi di potassio e amidi.

Piatti caratteristici della Bioterapia Nutrizionale che prevedono l’utilizzo del pesto sono: la pasta cotta con patate a pezzetti e fagiolini e condita, poi, con il pesto, il riso o gli gnocchi che, non richiedendo un’ulteriore quota di potassio (già presente nel riso e negli gnocchi di patate) si condiscono direttamente con il pesto.

Questi piatti verranno scelti a seconda delle necessità terapeutiche.

Il riso e gli gnocchi avranno una maggiore azione sedativa e miorilassante da sfruttare di sera nei soggetti ipereccitabili e insonni. Il riso, in particolare, risulterà giovevole a tali soggetti poiché unisce l’azione miorilassante del riso stesso con quella neurosedativa del basilico. I pinoli di quest’ultimo, inoltre, ricchi di calcio e magnesio agiranno in sinergia con gli altri componenti, mentre il parmigiano e il pecorino, contenendo sostanze come la tiramina e la taurina  bilanceranno un eventuale eccesso di sedazione, rendendo la preparazione armonica ed equilibrata per le funzioni organiche, l’olio e l’aglio esplicano un effetto ipoglicemizzante.  La pasta e le tagliatelle al pesto risultano adatte quando il paziente necessiti di una sedazione anche diurna o quando, nel pasto serale, non si voglia operare una riduzione importante e rapida della vigilanza.

Sempre al fine di ridurre gli stati di eccitazione neurologica o di ipercinesia anche in pazienti ipertiroidei senza influire negativamente sulla vigilanza si può usare il riso alle erbe preparato con prezzemolo, salvia, basilico, rosmarino, burro e parmigiano reggiano. A cena questo riso migliorerà l’induzione del sonno associato, ad esempio a due zucchine marinate e una mela caramellata. Il contenuto lipidico, i fitoestrogeni della salvia e l’azione fluidificante ematica del prezzemolo agiranno a livello ormonale in caso di oligomenorree.

L’olio al basilico si prepara mettendo le foglie fresche spezzettate in olio extravergine di oliva e lasciando macerare per 50-60 giorni in modo da provocare il passaggio in soluzione oleosa dei principi liposolubili del basilico. Lo stesso tipo di procedimento può essere impiegato per conservare le foglie fresche (in questo caso lasciate intere) per il periodo invernale.

L’aggiunta del basilico nella caprese, piatto tipico dei pescatori di Capri a base di pomodoro e mozzarella si spiega con la necessità di frenare l’iperfunzione tiroidea indotta dallo iodio del clima marino e dalla disponibilità e, pertanto dal presunto ingente consumo di pesce delle popolazioni locali.

L’aggiunta del basilico nella pasta al pomodoro è volta a implementare l’effetto sedativo tipico di questo piatto in virtù delle proprietà neurosedative della pianta in questione che va ad affiancarsi all’azione direttamente esplicata dai carboidrati sull’epatocita per il catabolismo delle scorie notturne, dal pomodoro, tipico vegetale a tropismo epatico, ricco di sali minerali e licopene, a quella sedativa indotta sulla cellula nervosa dal triptofano della farina e, infine a quella diuretica e drenante della cipolla.

Di Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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